Progetto ex caserme al Flaminio: il diario

CASERMA VIA GUIDO RENI

 Progetto Flaminio: critiche, domande e preoccupazioni

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Carteinregola ha sostenuto fin dall’inizio il progetto per il quartiere della Città della Scienza, perchè è un’operazione che recupera un’area abbandonata da anni, e che, nonostante sia stata ceduta dal Demanio a Cassa Depositi e Prestiti per ricavarne un  profitto (1), in seguito ad un accordo con Roma Capitale,  restituisce  all’uso pubblico metà della superficie, dove dovrebbero essere realizzati, a fianco di  residenze,  negozi e  un albergo, la Città della Scienza,  una piazza pubblica,  servizi per il quartiere e una quota di alloggi per housing sociale. E per la stesura delle linee guida del masterplan da mettere a base  del concorso internazionale,  il Comune ha avviato, esattamente un anno fa, un tavolo partecipato a cui hanno aderito  cittadini e associazioni, del quartiere e non solo – alcuni del Laboratorio Carteinregola – che si è concluso a luglio con un documento molto dettagliato di proposte condivise (2). Tuttavia all’uscita ufficiale del bando  si sono levate molte voci critiche, a partire da quella di Amate l’Architettura, che fa parte del nostro laboratorio, che riguardano le modalità del concorso internazionale, ma che finiscono  con il rimettere  in discussione la stessa esperienza del tavolo partecipato. Come è nello stile di Carteinregola,  apriamo un confronto sul tema, “mettendo in chiaro” le diverse posizioni  del nostro gruppo di lavoro e anche  i contributi  di chi vorrà partecipare al dibattito.

Amate l’architettura, che  si è impegnata attivamente nel  tavolo partecipativo per la stesura delle linee guida del masterplan del futuro quartiere della città della Scienza, ha scritto un documento in cui avanza  durissime critiche alla formulazione e alla procedura del concorso internazionale per il “Progetto Flaminio” presentato nella conferenza stampa del 14 gennaio scorso dall’Assessore alla rigenerazione urbana Caudo e dal Direttore CDP -SGR Sangiorgio.  L’Associazione mette in discussione il  bando del  concorso,  sollevando dubbi anche sul percorso seguito finora per il coivolgimento dei cittadini. Pubblichiamo l’ articolo, proponendo  alcune prime considerazioni,  nella convinzione che  l’Assessore vorrà chiarire tutti i punti in discussione, perché, come ripete spesso, se il conflitto non si può evitare, soprattutto quando si parla di trasformazioni urbane, è importante dargli un ruolo positivo nella vita della città, affrontandolo con democrazia e trasparenza.Continua a leggere

Delibera Ex caserme Flaminio: un promemoria per ripartire

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Delibera Via Guido Reni: il comunicato delle associazioni del tavolo partecipato

APPROVATA LA DELIBERA SULLA VARIANTE DI P.R.G. PER L’AREA DELL’EX SMMEP (Stabilimento Militare Materiali Elettrici di Precisione) DI VIA GUIDO RENI.

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 Roma, 8 agosto 2014. Le Associazioni ed i Movimenti  – Carteinregola – Cittadinanzattiva Flaminio – “amate l’architettura” – Cromas Flaminio –   Seniores Italia e AMUSE*, che per quasi 6 mesi hanno fatto parte, insieme ad altri, del “Laboratorio di progettazione partecipata” promosso dall’Assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo, all’interno dell’operazione “Caserme di Via Guido Reni”, esprimono grande soddisfazione per l’approvazione della Delibera di Variante al PRG per l’area suddetta, avvenuta l’altra notte alle ore 2,00 del 7 Agosto 2014. L’unico emendamento inserito nella Delibera approvata, è stato quello di prevedere nel percorso da seguire, dopo il Concorso Internazionale, il ricorso al PRINT (Programma Integrato). L’approvazione della Variante costituisce il primo ed importante passo all’interno di un iter previsto nel Protocollo d’intesa siglato a Dicembre 2013 con Cassa Depositi e Prestiti per la valorizzazione dell’area ed il passaggio di quasi il 50% della stessa dal Demanio al Comune di Roma, con destinazione Pubblica volta alla realizzazione del Museo della Scienza e di Attività ed Attrezzature di quartiere grazie al contributo straordinario versato dal Privato che non potrà in ogni caso essere inferiore ai 43.000.000 di euro. Gli accordi con CDP ed il Protocollo d’intesa che dovranno essere resi ufficiali dopo l’approvazione della Delibera contengono, sempre secondo l’Assessore Caudo, altre due cose importanti:

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La Delibera per le ex caserme è stata approvata

Alle ore 2  del 7 agosto la delibera sugli ex Stabilimenti militari di Via Guido Reni e’ stata approvata dall’Assemblea Capitolina

Ringraziamo i consiglieri comunali, della maggioranza e dell’opposizione.

Ieri è arrivata in Aula, dopo un lungo tira e molla, la Delibera che riguarda gli ex stabilimenti militari di via Guido Reni. La “pausa di approfondimento”  motivata  da alcune obiezioni sollevate da esponenti dalla maggioranza, ha portato a una modifica della delibera  con un emendamento della Giunta, che (per dirla in modo ultrasemplificato) dovrebbe intervenire sulle modalità procedurali adottate,  introducendo lo strumento urbanistico del PRINT (Programma Integrato), come chiesto da alcuni cosniglieri PD,  ma non cambierebbe  la sostanza che sta a cuore  ai comitati, cioè la partecipazione dei cittadini e il concorso internazionale per il masterplan,  le cui linee guida sono state elaborate nel gruppo di lavoro tra  Dipartimento/Risorse per Roma, comitati e  associazioni e Municipio II (per i punti salienti della vicenda e del progetto vedi post sottostante https://carteinregola.wordpress.com/2014/08/04/delibera-ex-caserme-flaminio-promemoria/)

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Ex caserme di via Reni: si torna ai metodi di sempre?

CASERMA VIA GUIDO RENIQuali fatti hanno titolo  per essere pubblicati sui giornali? Nelle scuole di giornalismo si insegna che un cane che morde un uomo non fa notizia, mentre il contrario merita la pubblicazione. Così si dà ampio spazio sui quotidiani quando i cittadini protestano contro le iniziative dell’amministrazione, o quando la maggioranza capitolina  mette i bastoni tra le ruote a un progetto che sta molto a cuore al suo sindaco e al suo assessore. Ma a noi  piacerebbe che, per una volta, qualche giornalista controcorrente desse la parola ai cittadini e ai comitati di quartiere anche quando appoggiano e collaborano a un progetto innovativo come quello delle ex caserme, magari sottolineando la richiesta  della società civile alla politica di un cambiamento vero anche nei metodi, abbandonando i soliti vecchi giochetti.

Ex caserme di Via GuidoReni: si torna ai metodi di sempre?

di Vieri Quilici*

20140128-guidoreni-icoLa notizia apparsa ieri (1) dello stop imposto al dibattito in Assemblea capitolina riguardante l’intervento “Il Quartiere de La Città della scienza” di via Guido Reni non deve suscitare gran meraviglia. Per questa operazione era stata avviata una procedura che per Roma si può considerare straordinaria, basata sull’informazione sui suoi vari sviluppi e sulla partecipazione dei cittadini alle scelte da compiere. Sin qui la novità era stata accolta da un largo consenso di opinione pubblica.

Non a caso: la II Municipalità, seguendo l’impostazione data dall’Assessorato, si era seriamente impegnata a mantenere aperta la discussione con numerose affollate assemblee di quartiere.

Perché allora interromperne l’iter di approvazione? Perché non meravigliarsene e trattenere l’indignazione in nome di un mai sopito scetticismo su quanto ci può riservare l’amministrazione di questa città al di là delle congiunture politiche?
Sembra soprattutto che non se ne possano mai cambiare i metodi. Alla partecipazione dovevano accompagnarsi passaggi procedurali aperti alla più generale discussione, come dibattiti sull’urbanistica e sul futuro della città, concorsi di idee e di progettazione, garanzie di autonomia culturale da contrapporre alla formazione dei sempre possibili conflitti di interesse.
Ciò cui sembra invece di assistere è esattamente un cambiamento di metodo o quanto meno un pentimento ‘politico’ di quanto sin qui promesso. Di questo pare proprio che si tratti. Alla procedura aperta alla partecipazione e controllata attivamente dall’opinione dei cittadini si preferisce tornare ai metodi di sempre: accordi di programma, piuttosto che concorsi, progetti integrati (PRINT, vale a dire trattative dirette tra amministratori e imprenditori), piuttosto che garanzie di interesse pubblico tramite classiche procedure di piano.
Si preferisce insomma la presunta scorciatoia dell’accordo di programma col privato piuttosto che l’impegno a mantener fede alle garanzie offerte al pubblico? Dobbiamo dare per scontata una tale conclusione? No, noi vogliamo sperare che a questo punto si apra un più generale dibattito, che vada anche al di là del singolo caso, sia pur per tanti versi potenzialmente esemplare, come questo.

*Architetto e docente Roma 3, Cittadinanzattiva Flaminio

(1) si veda l’articolo pubblicato da Repubblica Roma

Città della Scienza o città della fatiscenza?

CASERMA VIA GUIDO RENI

Tra le Delibere all’ordine del giorno dell’Assemblea  Capitolina del 1 luglio (1), una delibera in particolare,  a nostro avviso,  merita l’attenzione collettiva, la “Proposta 1/2014” relativa  alle ex caserme di Via Guido Reni e al progetto di realizzazione della Città della Scienza (2) , su cui intendiamo fare il punto della situazione  – anche come “parte in causa” (3)  – per   chiarire i vari aspetti in discussione, su cui ci sembra regni una certa confusione, dato che molti pensano  che i consiglieri capitolini dovranno esprimersi sul  progetto della Città della Scienza, mentre  la Proposta  consiste   solo nell’abolizione  della precedente delibera di Alemanno e nell’approvazione  di una variante al PRG che è il  presupposto fondamentale per far decollare un  progetto. Progetto  che prevede la cessione al Comune da parte di Cassa Depositi e Prestiti di metà dell’area di fronte al MAXXI  per realizzare opere  pubbliche, e che speriamo non finisca con l’impantanarsi nelle solite beghe politiche capitoline. Perchè  nessuno –  compresi gli elementi più radicali dei cittadini e dei comitati –  pensa che le caserme debbano restare nell’attuale fatiscenza, uno  spazio negato alla cittadinanza che costituisce una vera  e propria “ barriera architettonica” che taglia in due il quartiere Ma per  Carteinregola è anche necessario che l’Assessore Caudo, che ha  coinvolto  la cittadinanza in numerosi incontri e in un tavolo di lavoro per le linee guida del  masterplan,  renda disponibili  anche  le informazioni sulle ipotesi economiche attualmente in campo, per bloccare  sul nascere eventuali polemiche strumentali…

 

Il progetto[4]: lo “Stabilimento militare materiali elettronici e di precisione di  Via Guido Reni” si trova nel quartiere Flaminio (II Municipio) in un’area che negli anni si è arricchita di nuove strutture al servizio della città – basti citare MAXXI e Auditorium – in una zona che già vantava opere architettoniche di eccellenza come lo Stadio Flaminio e  il Palazzetto dello Sport, a ridosso del polo sportivo (e di grande pregio) del Foro Italico, a cui è collegata da qualche anno dal Ponte della Musica. Si tratta quindi di un pezzo di città  a grande valenza culturale, già dotato di numerose infrastrutture della mobilità pubblica,  con  un quartiere sicuramente privilegiato rispetto ad altre zone cittadine,  che tuttavia risente di vari problemi, dalla sosta selvaggia, alle sacche di degrado, a un’abbondanza di verde  scarsamente utilizzabile, alla carenza di servizi per i residenti (luoghi di incontro, servizi sanitari etc). Inoltre gli stessi ex stabilimenti militari, e  i  numerosi grandi edifici contigui[5], hanno creato di fatto una cesura nel quartiere, che rende un lungo  tratto di Via Guido Reni una “landa” desolata  e destinata prevalentemente al parcheggio, da cui emergono le “isole” del MAXXI e della Chiesa, completamente staccata dall’altra metà di quartiere, quella del Villaggio Olimpico e dell’Auditorium.

Lo “status quo” è quindi inaccettabile per tutti, dato che si tratta di un’ampia zona che non è mai stata fruibile dai cittadini del quartiere, come è altrettanto inaccettabile l’ipotesi/spada di Damocle che da sempre grava su queste strutture dismesse, di procedere a una “valorizzazione”,  cedendo cubature ai privati per infilarci appartamenti di lusso, centri commerciali, uffici, etc senza nessun interesse pubblico che non sia quello di “fare cassa”. Aggiungiamo sul  “tavolo” dei punti di vista  in gioco/conflitto la posizione di chi vorrebbe (e come non dargli torto, se ci fossero i presupposti economici?) che le ex caserme diventassero un bene totalmente pubblico, con destinazioni al solo servizio dalla collettività.

Il progetto dell’Assessorato alla Trasformazione Urbana si inserisce in questo contesto,  con l’intenzione dichiarata di  creare una sintesi che risponda a tre requisiti fondamentali: l’interesse pubblico dell’operazione, il governo pubblico della trasformazione e la democraticità del percorso. Interesse pubblico e governo pubblico per utilizzare – in tempi in cui  non ci sono soldi per mettere a norma  le scuole, figuriamoci per ristrutturare vecchi stabilimenti con risorse pubbliche! – capitali privati per la rigenerazione urbana, ma soprattutto per assicurare il vantaggio dell’operazione per la città. In questo caso restituire  metà della superficie dell’area a un uso pubblico, costruendo una città della Scienza, una piazza, servizi per il quartiere e alloggi a canone calmierato per giovani coppie, assicurando la sostenibilità degli interventi rispetto alla vivibilità del quartiere. Democraticità del percorso, attraverso il coinvolgimento dei cittadini (non solo residenti) nella stesura  dei criteri per il Masterplan e nella istituzione di un concorso per la sua elaborazione, con una serie di tappe che garantiscano il “governo” di tutte le fasi, in  sinergia con i cittadini.

E questa,  a nostro avviso, è una strada virtuosa, che potrebbe diventare, ancora di più dell’opera che verrà costruita,  il simbolo del cambio di passo della nuova amministrazione.

Fughiamo invece alcune leggende metropolitane:

  • Gli ex stabilimenti (come tutte le altre ex caserme di Roma) non sono e non sono mai stati nella proprietà né nella disponibilità del Comune di Roma, dato che la maggior parte è ancora della Difesa e gli stabilimenti di Via Reni  sono passati  dal Demanio (statale)  a Cassa Depositi e Prestiti.
  • Non si tratta di una nuova versione della Delibera per le aree militari dismesse della precedente amministrazione (6) in quanto la Delibera  del 2010 era in realtà puramente virtuale, ed era  nata come escamotage concordato tra  il Sindaco Alemanno e l’allora Ministro della Difesa La Russa per  trovare una “contropartita” all’intervento del Governo sul debito della Capitale, tanto che la Delibera è stata lasciata scadere ancora durante la precedente consiliatura. La prima parte della Proposta di cui parliamo sancisce per l’appunto la revoca della deliberazione 8/2010.
  • Non si tratta di una speculazione privata,  paragonabile, come ha fatto qualcuno (7),  al famoso Hotel Hilton (sorto sulla collina di  Monte Mario con l’unico obiettivo del profitto privato). Pur essendo un’operazione immobiliare avviata, come in altre parti d’Italia,  per diminuire il debito nazionale (8), anzichè produrre l’edificazione privata dell’intero compendio, in  seguito all’accordo con il  Comune metà della superficie sarà destinata a città pubblica (e  parte delle risorse saranno utilizzate per costruirla) (9)
  • Per fare una Città della Scienza non servono enormi superfici  come La Villette di Parigi: si veda in proposito l’intervento di Paco Lanciani, responsabile scientifico del progetto museale, all’incontro al MAXXI, in particolare  sulla superficie dello spazio espositivo in rapporto agli altri spazi della Cité de La Science de La Villette (10)

Altre  obiezioni avanzate riguardano essenzialmente la sua fattibilità finanziaria ma ci sembra fuorviante agitare rischi che il museo della scienza diventi come la Nuvola di Fuksas o come una grande incompiuta come la Città dello Sport di Calatrava” (11). Un paragone di facile presa sui timori dei cittadini romani, che da questo punto di vista ne hanno viste di tutti i colori, ma che in questo caso ci sembra assolutamente inappropriato. Intanto perché la Delibera di cui parliamo si limita a revocare quella “farlocca” del Sindaco Alemanno, e soprattutto  perché – a voler essere precisi – non viene chiesta nessuna decisione ai consiglieri capitolini in merito al progetto, che si tratti di Città della Scienza o di qualunque altra cosa, ma solo di approvare una variante del PRG che permetta di trasformare le caserme in qualcos’altro (12) .   Come già detto, nessuno, compresi gli elementi più radicali dei cittadini e dei comitati, pensa che le caserme debbano restare nell’attuale stato di abbandono  e fatiscenza.

Resta il fatto che, al di là del là dell’approvazione da parte  dell’ Assemblea della delibera di giunta per la variante al PRG, che servirà a mandare avanti il progetto già avviato da tempo, non solo con Cassa Depositi e Prestiti ma anche con i cittadini e i comitati,  riteniamo doveroso che venga fatta più chiarezza su alcuni punti, a partire da quanto costerà l’edificazione della  parte pubblica e in particolare la Città della Scienza.  Pur partendo dalla lapalissiana constatazione che per sapere con  cognizione di causa i costi (delle strutture pubbliche) e i ricavi  (da Cassa Depositi e Prestiti)  è necessario avere il  progetto definitivo, progetto che proprio per la scelta di elaborarlo attraverso un  percorso democratico e trasparente (confronto con la cittadinanza, concorso) richiede dei tempi piuttosto lunghi, crediamo che l’Assessorato e gli uffici dovrebbero portare a conoscenza dei cittadini le ipotesi economiche di partenza  e i criteri con cui sono state elaborate[, comprese le varie possibilità di finanziamento economico del museo se le risorse disponibili dovessero in seguito rivelarsi inadeguate al progetto individuato.

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(1) Le  delibere all’odg del 1 luglio  sono  scaricabili  alla pagina https://carteinregola.wordpress.com/istituzioni/roma-capitale/accade-in-campidoglio/le-delibere-in-campidoglio-dellera-marino/

(2)  Proposta 1/2014: a) Revoca della deliberazione dell’Assemblea Capitolina n.8 del 28/29 ottobre 2010 b) Adozione di variante del PRG relativamente eall’ex stabilimento militare materiali elettronici di precisione sito in Via Guido Reni, ai sensi dell’art. 10 c-9 legge 17 agosto 1942 (Dec. G.C. N.84 del 27 dicembre 2013).

(3) Carteinregola,  e  Cittadinanzattiva Flaminio e  Amate l’architettura che vi aderiscono, insieme a numerosi comitati e associazioni del quartiere e del Municipio, fa parte del tavolo di lavoro avviato insieme al Dipartimento Urbanistica per la messa a punto delle linee guida da mettere alla base del concorso per il Masterplan

[4] Si veda la presentazione dell’Assessore Caudo del 28 gennaio 2013 e le slides http://www.urbanistica.comune.roma.it/partec-quart-scienza.html

[5] come la Scuola di polizia, la caserma PS che ospita il “113”e altre strutture militari ancora in uso alla Difesa

[6]la giunta Marino ha cancellato la delibera di Alemanno, la n.8 del 28/29 ottobre 2010, che aveva previsto una colata dì cemento sulle quindici caserme . Si veda https://carteinregola.wordpress.com/stop-consumo-di-suolo/attenti-alle-delibere/la-delibera-dei-forti-e-delle-caserme/

[7] Si veda l’articolo apparso su Il manifesto e la risposta dell’assessorato https://cittadinanzattivaflaminio.wordpress.com/2014/05/08/ex-caserme-via-guido-reni-manovre-di-palazzo-e-impegno-dei-cittadini/#more-1361

[8] Si veda sul sito dedicato le destinazioni riservate agli altri immobili di altre regioni d’Italia, nella stragrande maggioranza dei casi residenziali e  ricettive http://www.cdpisgr.it/valorizzazione-immobili-pubblici/immobili-in-portafoglio/index.html

[9] L’area, che ha una estensione di 51.000 mq, diventerà di Roma Capitale per 24.000 mq

[10] http://www.urbanistica.comune.roma.it/partec-quart-scienza/incontro-citta-scienza.html

[11] http://www.romatoday.it/politica/citta-scienza-dubbi-antonio-stampete.html“Città della Scienza come la Nuvola di Fuksas? Manca il piano finanziario”

[12] scarica la Proposta RC.2013.22497-GUIDO RENI 

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Città della Scienza, Paco Lanciano e Caudo ne parlano con i cittadini

[dal sito del Dipartimento urbanistica] Nel quartiere Flaminio, a completare lo scenario che già ospita l’Auditorium ed il Maxxi, si inserisce l’importante progetto di riqualificazione delle caserme di Via Guido Reni dove nascerà la Città della Scienza, un centro di rilevanza internazionale in grado di accogliere, esporre e rendere accessibile al grande pubblico il sapere scientifico e tecnologico, nonché di promuovere la conoscenza scientifica, di sperimentarla e di diffonderla. Un’importante nuova opportunità culturale per la città, per le scuole, e per il quartiere, che sarà definitivamente proiettato tra i luoghi simbolo delle eccellenze culturali europee. Il prof. Paco Lanciano, fisico e divulgatore scientifico, e l’Assessore Giovanni Caudo ne discuteranno con i cittadini giovedì 29 maggio, alle ore 18.00 nella Sala BASE della Biblioteca del Museo di Arte contemporanea MAXXI, in un incontro pubblico promosso dall’osservatorio “Scienza per la Società del Municipio II e dall’assessorato alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale. Modererà l’incontro l’Assessore Emilia La Nave.

INCONTRO TEMATICO CITTA’ DELLA SCIENZA Registrazione integrale dell’incontro svoltosi il 29 maggio 2014 nella Sala MAXXI B.A.S.E. in via Guido Reni > VAI AL SITO del dipartimento urbanistica

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Ex caserme Via Guido Reni: “manovre di palazzo” e impegno dei cittadini

titolo Manifesto Berdini Oggi, 8 maggio,  il quotidiano Il Manifesto pubblica  le precisazioni dell’ Assessorato alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale a proposito di un articolo apparso il 1 maggio scorso  a firma dell’urbanista Paolo Berdini,  dal titolo “Le manovre di palazzo sulle caserme romane del Flaminio”, riferito al progetto della Città della Scienza nelle ex caserme di Via Guido Reni.   Il comunicato dell’assessorato mette in evidenza  numerose inesattezze e anche errori contenuti nell’articolo di Berdini (1)    che si possono verificare consultando  l’ampio materiale sul progetto che si trova on line anche sul nostro sito  dallo scorso  gennaio. A partire dal fatto che l’autore parla   di  “300 mila metri cubi di cemento pari a tre alberghi Hilton“, quando le edificazioni private previste sono la metà, circa 140 mila, di cui circa 20.000 mq di alloggi sociali. E vogliamo anche aggiungere  che la  foto che illustra  l’articolo  non mostra  neanche  le caserme  interessate, ma degli altri edifici militari su Via Flaminia tuttora in uso al Ministero della Difesa:   una scelta che  ci sembra piuttosto infelice, dato che l’immagine, tratta evidentemente dall’archivio di  qualche manifestazione  che nulla ha a che fare con l’intervento, rischia di insinuare nel lettore l’idea  che quella folla sia scesa in piazza contro la trasformazione urbanistica di cui si parla. CASERMA VIA GUIDO RENI Continua a leggere

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  • 00-salaA questo link la  Registrazione integrale dell’incontro Quartiere Città della Scienza. Incontro tematico “Mobilità”  svoltosi il 17 aprile 2014 nell’Aula F1 della Facoltà di Architettura in Via Flaminia, 70
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Diretta Buongiorno Regione 11 marzo 2014  Guarda il Tg regionale con l’estratto di Buongiorno Regione Lazio (da 12′ 30″ a  14’10″) Guarda la diretta http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7cf7367b-e2bd-42c4-99fd-b4a8ebcaa1d6-tgr.html#p=0 da    3’20″ da iniizo (4’50″ Caudo) (6’20″ Allara)  a 7’10″  da  16’20″ (17′ Caudo)   (17’15″ D’Aquino) a19’40″ da    22’30″ a 22’50″(Bianchi) 23’50″ (Gerace) 24’52″ (Sganga)  fine 25’04″ Dentro la caserma  11 marzo 2014 Le immagini dell’area dell’ex caserma di Via  Guido Reni scattate durante la diretta di Buongiorno Regione dell’ 11 marzo interno caserma 11 marzo 11 interno caserma 11 marzo 5

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11 febbraio ore 17 Seminario al Cinema Tiziano: Partecipazione, davvero! platea tiziano partecipazione

__________________________________________________________ Cittadinanzattiva Flaminio e Carteinregola scrivono al Comune e al Muncipio chiedendo un approfondimento dei criteri e delle regole del processo partecipativo (lettera inviata a:Luca Lo Bianco -Assessorato alla Trasformazione Urbana; Giuseppe Gerace – Presidente II Municipio; Titti Santoriello Assessore ai Lavori Pubblici – Urbanistica – Mobilità -II Muncipio; Emilia La Nave Assessore alle Attività Produttive- Affissioni e Pubblicità- Mercati Rionali – Tributi, Fondi Europei – Sicurezza – Comunicazione istituzionale II Muncipio; e ai comitati: Associazione AMUSE;Associazione Cittadini del Flaminio; Associazione Villaggio Olimpico 60; Associazione Chroma) Abbiamo ricevuto l’invito del Presidente Gerace ad  indicare i rappresentanti dei comitati che dovrebbero partecipare al processo per la trasformazione urbanistica della ex caserma G. Reni e per l’elaborazione  del Piano del Flaminio entro il 7 febbraio alle 14. Come Cittadinanzattiva Flaminio, Carteinregola, Amate l’Architettura e  Coord.  Comitati Municipio II,  riteniamo però  che ci  siano  ancora molti  punti preliminari da definire congiuntamente, a partire dai criteri per la creazione del  gruppo di cittadini che partecipa ai lavori: 1) Dovrebbe essere specificato se – trattandosi di due distinti processi partecipativi, uno relativo alla ex Caserma di via Guido Reni e uno sul Piano Urbano Flaminio – il rappresentante a cui si riferisce il Municipio sia da intendersi  per entrambi. In ogni caso riteniamo necessario che venga previsto il numero massimo di due rappresentanti per ciascun tavolo di lavoro (fermo restando che i comitati possono indicarne uno solo), anche per poter garantire una maggiore continuità 2) Se i rappresentanti dei cittadini sono indicati solo da comitati e associazioni, segnaliamo la necessità di  organizzare periodicamente degli incontri pubblici per poter allargare il confronto sulle ipotesi formulate nei gruppi di lavoro anche a quei cittadini del quartiere che non appartengono a nessuna realtà organizzata 3) Chiarezza sulle  regole: trattandosi di un progetto articolato, con una consistente parte di rilevanza cittadina e nazionale,  è evidente che la partecipazione non può ridursi ai soli comitati di quartiere Flaminio/Villaggio Olimpico,  ma riteniamo necessario stabilire dei criteri condivisi per decidere quali siano le realtá coinvolte, sia dal punto di vista territoriale, sia dal punto di vista allargato a tutti i soggetti in qualche modo portatori  di interessi. Rispetto alle realtà di quartiere riteniamo che possano avere titolo solo associazioni o comitati spontanei che siano attivi da tempo sul territorio Flaminio/Villaggio Olimpico con iniziative continuative, dotati di statuti e cariche stabilite democraticamente, senza fini di lucro. Naturalmente riteniamo fondamentale il dialogo con tutte le altre realtà culturali presenti nel quartiere (MAXXI; Auditorium, Cinema Tiziano etc)  e con i soggetti che, occupandosi di partecipazione, architettura e aspetti collegati  (ad esempio università  etc) chiedessero di contribuire al percorso partecipato. 4) Stabilire gli interlocutori istituzionali di riferimento: chiediamo che fin d’ora vengano  indicate  ai cittadini le figure responsabili del percorso partecipativo, che si faranno carico della stesura e del rispetto delle  regole comuni, che gestiranno l’organizzazione, che  si impegneranno per una comunicazione trasparente delle fasi del percorso e della suddivisione delle competenze, in particolare tra Comune e Municipio  5) E’ necessario dare al più presto indicazioni sul tipo di impegno che dovranno garantire i rappresentanti dei cittadini, dato che si deve chiedere una presenza costante  (per esempio raccomandando un’assenza non superiore a due  sedute consecutive). Noi proponiamo che  le riunioni si tengano nel tardo pomeriggio/sera così da consentire una adeguata partecipazione senza penalizzare nessuno.  Inoltre chiediamo che le riunioni si svolgano il più possibile nei pressi dell’ex-Caserma, in attesa della predisposizione di un luogo dedicato: a nostro avviso sarebbe ideale reperire uno spazio presso il MAXXI. 6) Vorremmo proporre al piu’ presto una prima riunione di pianificazione che miri a:

  • – finalizzare i dettagli sopra proposti e le modalitá di lavoro;
  • – preparare una bozza di programma/calendario di possibili incontri (uno a settimana per 2 mesi? giorno fisso meglio?);
  • – scambiare documenti e materiale informativo necessario a base del lavoro partecipato (delibere, liberatorie, etc.)

A breve ci organizzeremo per individuare i rappresentanti di Cittadinanzattiva Flaminio, anche se il 7 febbraio prossimo è a nostro avviso una scadenza troppo vicina per poter avviare la necessaria e democratica consultazione.Con l’occasione porgiamo i nostri  migliori saluti

Cittadinanzattiva Flaminio, Carteinregola, Amate l’Architettura, Coord. Comitati II Municipio, Cittadinanzattiva Lazio Onlus _____________________________________________________________ 31 gennaio 2014 (da Valentina Grippo, consigliere PD, Presidente Commissione Turismo Roma Capitale)

“Città della Scienza sia un “hub” per valorizzare i musei tecnico scientifici della Capitale”

Roma, 31 gennaio 2014 – “La Città della Scienza deve essere un “hub” di rilevanza internazionale e insieme un punto di riferimento per la valorizzazione di tutto il patrimonio scientifico, tecnologico e culturale della città. Il nuovo edificio, che secondo le stime dell’assessore Caudo costerà tra i 54 e i 60 milioni di euro e si estenderà su una superficie di di 27mila mq, di cui oltre 10mila saranno dedicati a spazi espositivi all’interno dell’ex caserma di via Guido Reni, non deve sovrapporsi alle realtà esistenti né fagocitarle ma dev’essere un’occasione di valorizzazione di quell’imponente “museo diffuso” dei saperi già esistente a Roma. La Città della Scienza, come ci chiedono tutti i ricercatori, docenti ed esperti di queste discipline, è strategica per Roma se saprà essere promotrice di sinergie tra i numerosi centri di eccellenza della scienza e della ricerca presenti sul territorio, molti dei quali sono purtroppo sconosciuti al grande pubblico o faticano a trovare risorse” ha dichiarato la consigliera Valentina Grippo, aprendo il Tavolo della Scienza alla presenza dell’assessore Giovanni Caudo (Urbanistica) e di numerosi docenti degli atenei pubblici e privati romani, direttori di fondazioni, accademie e istituti di ricerca, tra cui Luigi Campanella (presidente del Museo Multipolare della Scienza e dell’Informazione Scientifica), Carmine Marinucci (rappresentante Ricerca internazionale Miur), Gianni Orlandi (direttore Dipartimento Ingegneria La Sapienza), Enea, Istituto nazionale di Fisica Nucleare, Planetario, Cnr, Istituto nazionale di Astrofisica, Biblioteche di Roma, che sono intervenuti al tavolo dedicato alla futura riconversione degli spazi dell’ex caserma di via Guido Reni, nel II Municipio.

“A Roma si trovano oltre il 60% delle istituzioni scientifiche della Regione e la concentrazione più alta di ricercatori, un patrimonio didattico-scientifico unico a livello internazionale, che comprende tutta la vasta rete dei laboratori della Sapienza con l’Ateneo della Scienza e Tecnologia (Ast) che conta 40 Dipartimenti, i 20 musei tra cui quello di Chimica intitolato a “Primo Levi” e le 11 Biblioteche scientifiche della Città universitaria, il Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) e la Biblioteca “G. Marconi”, l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), la Fondazione Montalcini, l’Istituto Pasteur, l’Accademia Nazionale delle Scienze e tutti i piccoli musei scientifici, anche quelli interni alle scuole come il prezioso laboratorio dove studiò Enrico Fermi nel liceo Albertelli o il Museo della Didattica della scienza allestito all’interno del liceo Visconti, che attendono da anni di essere mappati e inseriti in un progetto complessivo di valorizzazione della loro offerta didattica, anche in chiave turistica” aggiunge la consigliera Grippo, promotrice del Tavolo della Scienza, una rete consultiva informale attiva dal 2007 che raduna una cinquantina tra le principali istituzioni ed esperti del settore. “La Città della Scienza dovrà anche integrarsi in un quadrante come il Flaminio dove insistono attrattori turistici e culturali di primo piano per la città quali il Maxxi di Zaha Hadid, l’Auditorium e il Ponte della Musica di Renzo Piano, lo Stadio Flaminio e il Villaggio Olimpico – conclude la presidente della commissione Turismo, che ha proposto la creazione di un gruppo di lavoro consultivo ristretto per definire i contenuti scientifici della costituenda struttura – e offrire occasioni di incontro pubblico, magari ospitando ricercatori e incubatori di idee, ponendosi come polo di raccordo tra il mondo scientifico, quello delle reti museali cittadine e quello fondamentale delle scuole e dei laboratori ludo-didattici per ragazzi come Technotown a villa Torlonia, Explora al Flaminio e Formascienza, in modo da coinvolgere e appassionare a questo settore il maggior numero di adulti, bambini e turisti, anche con la creazione di itinerari tecnico-scientifici a cui la Commissione Turismo sta già lavorando”.

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prospetto destinaz aree ex caserma28 gennaio 2014 ASSEMBLEA AL TIZIANO

ascolta gli interventi

Giuseppe Gerace, presidente del II Municipio Ascolta l’intervento (03’04″ – 2,82 Mb – documento MP3 – player predefinito di sistema)

02-caudoGiovanni Caudo, assessore alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale Ascolta l’intervento (43’45″ – 40,06 Mb – documento MP3 – player predefinito di sistema) Slide-show a supporto dell’intervento (f.to Pdf – Mb 4,99)

Tutti gli interventi dei cittadini Ascolta gli interventi(57’45″ – 52,88 Mb -documento MP3 – player predefinito di sistema)

Giuseppe Gerace, presidente del II MunicipioAscolta l’intervento  (1’45″ – 1,62 Mb – documento MP3 – player predefinito di sistema)

05-caudoGiovanni Caudo, assessore alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale Ascolta l’intervento (16’53″ – 15,47 Mb – documento MP3 –player predefinito di sistema) _______________________________________________________________

20140128-guidoreni-ico Assessorato Trasformazione Urbana Si è tenuta ieri al cinema Tiziano la prima assemblea partecipativa sul progetto di riqualificazione dell’ex caserma di via Guido Reni, promosso dall’amministrazione capitolina. All’incontro hanno preso parte l’Assessore alla Trasformazione Urbana di Roma C20140128-guidoreni-ico-ridapitale Giovanni Caudo e il Presidente del Municipio II Giuseppe Gerace. L’Assessore ha illustrato ai cittadini il progetto di recupero dell’ex caserma che passa per la cessione dell’area di proprietà dell’Agenzia del Demanio a Cassa Depositi e Prestiti e la conseguente realizzazione di una serie di interventi fra cui nuove residenze private, alloggi di housing sociale, strutture ricettive e commerciali e la Città della Scienza, opera che sarà realizzata grazie ai proventi derivanti dalla valorizzazione dell’area. Il confronto con la cittadinanza si è concentrato principalmente sulla realizzazione dei servizi e degli spazi pubblici per il quartiere in un’ottica di rigenerazione complessiva dell’intero quadrante. Il processo partecipativo prevede una modalità innovativa: verrà costituito, infatti, un tavolo tecnico, composto da una rappresentanza dei cittadini e da esperti dell’assessorato, che si occuperà di due ambiti: da una parte il progetto urbanistico del Quartiere della città della Scienza  (Utilizzazione delle aree pubbliche, indicazioni sulle distribuzioni delle parti private e sulle relazioni), dall’altra del Progetto Urbano Flaminio (ossia l’uso delle altre aree del quartiere Flaminio). Il primo obiettivo dell’Assemblea è definire le proposte per il documento alla base del concorso per il progetto urbanistico del Quartiere della Città della Scienza. Il percorso partecipativo non dovrebbe durare più di 5 mesi. “Siamo dentro a un processo che porta a una trasformazione reale di un pezzo di città. Sono contento della grande partecipazione a questa iniziativa. È il segno che esiste una grande voglia di cambiamento. È il primo grande intervento di rigenerazione urbana di questa amministrazione, un tema prioritario per la rinascita della città. Rigenerazione, per noi, significa mettere insieme esigenze e realtà diverse in una prospettiva di crescita economica e sociale della città” – dichiara l’Assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo. “La destinazione di ogni singolo metro quadro delle superfici pubbliche sarà condiviso con i cittadini. A breve daremo vita alla costituzione dell’assemblea della partecipazione che coinvolgerà tutti i cittadini in questo importante processo per il territorio e la città” ha aggiunto il Presidente del Municipio II Giuseppe Gerace. _______________________________________________________________

 23 gennaio 2014 Le richieste di Cittadinanzattiva Flaminio consegnate all’Assessore Caudo all’ASSEMBLEA  scaricaRichieste CASERME CA Flaminio 2014 01 23

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11 gennaio 2014 Leggi la lettera di Cittadinanzattiva Flaminio COMINCIAMO INSIEME UN PERCORSO SULLA TRASFORMAZIONE DELLA CASERMA DI VIA GUIDO RENI

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10 gennaio 2014 Dal SITO DEL DIP. URBANISTICA:  Nell’ex caserma Guido Reni nasce la Città della Scienza L’ex caserma Guido Reni, situata nel Municipio II di Roma, quartiere Flaminio, diventerà la sede della Città della Scienza. È quanto ha deciso Roma Capitale che ha lavorato per realizzare questo importante progetto con l’obiettivo di cambiare il volto di un intero quartiere, offrire nuovi servizi ai cittadini e mettere a disposizione della città una struttura che vuole essere un contributo alla sua crescita economica, sociale e culturale > leggi tutto scarica la scheda del Dip.Urbanistica guidoreni-scheda Dip. urbanistica

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3 risposte a Progetto ex caserme al Flaminio: il diario

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