Estate villana – ancora una lettera al Vice Sindaco Bergamo

un post su Fb dell’inaugurazione di “Nativo” sotto il Ponte della Musica

Una lettera personale, che, come le precedenti,  probabilmente non avrà alcun seguito*: così  le persone anziane e con problemi di salute che vivono in questa zona del Flaminio dovranno convivere tutta l’estate con la musica a palla fino a notte fonda.

In queste torride serate estive, al caldo insopportabile  si aggiunge, per molti abitanti del Flaminio, l’insopportabile rumore fino a tarda notte  e la necessità di tenere le finestre chiuse, con il risultato di  un  caldo ancora più insopportabile.

Stanotte, 28 luglio,  intorno all’1 e 30, esasperata dalla musica a palla sparata  dalle casse del  locale “Nativo” sotto il Ponte della Musica, autorizzato dal Comune nell’ambito della manifestazione “Estate romana”,   ho deciso di chiamare la Polizia di Roma Capitale*.

Come mi avevano già segnalato altri residenti, in seguito alla chiamata si attiva un nastro che indica quanto tempo bisogna aspettare prima di poter parlare con un vigile urbano: 28′ (alcuni mi hanno riferito tempi ancora più lunghi). Ho pazientemente atteso fino alle 2, quando la musica è cessata. E ho fatto la mia segnalazione, anche se credo che avrà lo stesso effetto di quelle fatte da tante altre persone: nessuno.

Nei giorni scorsi abbiamo, come Associazioni del quartiere,  mandato lettere a varie istituzioni –  ricevendo risposte solo da quelle che ci hanno comunicato di essere estranee all’iniziativa – e inviato una richiesta di accesso agli atti generalizzato, visto che non siamo riusciti a trovare traccia sul sito comunale di permessi e prescrizioni – orari, decibel, insegne – dati alla società che ha vinto il bando per il sottoponte. Accesso agli atti che, se va bene, verrà concesso tra 30 giorni, a estate e manifestazione ormai quasi concluse. Del resto nutriamo ben poche speranze  sul fatto che possa cambiare qualcosa, almeno per quest’anno.

Ed è davvero inaccettabile che siano i cittadini a doversi agitare per avere informazioni che dovrebbero essere facilmente accessibili a tutti, dato che parliamo di una manifestazione pubblica, indetta con un bando del Comune – non sappiamo se nella fattispecie siano stati erogati anche finanziamenti pubblici – che ha dato in concessione suolo pubblico, per svolgere attività prevalentemente a fini di lucro. Infatti, a parte alcune presunte attività culturali che dovrebbero svolgersi di giorno, ci sembra evidente che l’attività prevalente sia quella notturna di piano bar – discoteca – djset – concerti dal vivo…

Ed è soprattutto inaccettabile che per offrire divertimento a pagamento – anche se l’ingresso è libero, di fatto si tratta di uno spazio al servizio del bar – a qualche decina di persone in libera uscita, si mettano sotto i piedi i diritti di centinaia – migliaia – di residenti che vivono e dormono a pochi metri dai mega diffusori che sparano decibel da casse acustiche rivolte verso le case.

E quando si pensa ai residenti non si dà mai loro un volto, una storia. Qui al Flaminio vivono tantissime persone anziane, molte sole, molte vedove, che magari sono proprietarie di un appartamento di notevole valore immobiliare ma che non hanno i soldi per andare in vacanza, perchè in molti casi  hanno pensioni molto basse. Persone che hanno anche problemi di salute. Qui vive il signor R., che mi ha anche detto di scrivere il suo nome e cognome, se può servire, che ha una moglie anziana malata di tumore e un figlio grande con importanti problemi psichici. Problemi che il rumore notturno e il mancato riposo peggiorano.

Ecco, io credo che il Signor R., e tutte queste persone siano cittadini come gli altri, che hanno il diritto di riposare dentro le proprie case anche se non vanno in vacanza. E che hanno il diritto di lasciare le finestre spalancate di notte per avere un po’ di sollievo dal caldo.

Molti di quelli che restano in città a luglio e  ad agosto non hanno alternative, mentre   chi vuole ascoltare musica ballare e divertirsi può farlo invece in molti altri posti, che un’Amministrazione come si deve dovrebbe individuare in luoghi dove non ci sia un’alta concentrazione di abitazioni (solo nei 4 complessi che si affacciano su  Piazza Gentile da Fabraino vivono almeno 1000 persone).

Consapevole che questa lettera non farà breccia in alcun cuore e che la musica proseguirà indisturbata per tutta l’estate –  e quella del “Nativo” si somma o si alterna con quella delle discoteche dall’altra parte del Tevere che vanno avanti  anche fino alle 4 del mattino – e  che ben pochi controlli (o nessuno) verranno fatti dalla Polizia di Roma Capitale, sui decibel e sui permessi delle insegne e dell’impianto elettrico avvitati sul Ponte –  scrivo sperando in un ripensamento del Vice Sindaco per l’anno prossimo.

E sperando  in  un’ Amministrazione che si decida a tutelare  i diritti di tutti i cittadini con giustizia e saggezza, offrendo lo spazio pubblico a iniziative davvero culturali – con orari compatibili che rispettino le vite   di tutti – e non a una movida generalizzata che – insieme a tante altre cose – sta uccidendo l’anima di questa città.

Anna Maria Bianchi, residente al Flaminio e coordinatrice di Cittadinanzattiva Flaminio 

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