Roma 2025: la mostra al MAXXI fino al 17 gennaio

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Roma Prossima, l’idea di Roma al 2025 ma anche l’idea della città come spazio di prossimità, in mostra al MAXXI fino al 17 gennaio

Anche se l’esperienza amministrativa si è interrotta, Giovanni Caudo ha deciso che il lavoro di Roma 2025, promosso durante la sua esperienza di assessore alla Trasformazione urbana insieme al MAXXI, durato oltre un anno, che ha coinvolto 25 università, di cui 13 straniere, si doveva concludere così era stato immaginato, con una mostra al MAXXI: Roma 20-25. Nuovi cicli di vita della metropoli (> vai a orari e biglietteria) (in calce la presentazione)

Dal sito Roma 2025

Il Progetto

Cos’è

L’Assessorato alla Trasformazione Urbana del Comune di Roma e la Fondazione MAXXI con MAXXI Architettura presentano
“ROMA 20-25 – Nuovi cicli di vita per la metropoli”, un workshop internazionale e una mostra che coinvolgono dodici università italiane e tredici internazionali per produrre letture, visioni e progetti per la Roma futura.

Attraverso una nuova mappa della città metropolitana, identificata come il vasto perimetro della vita sociale ed economica della Roma di oggi, delle dimensioni di 50 km di lato, cui si sovrappone una griglia che individua 25 quadrati, a ciascuna università sarà affidata una porzione di territorio da leggere e progettare .

Ne nascerà un mosaico di interpretazioni e proposte su molti temi, dall’architettura al paesaggio, dalle infrastrutture all’abitare.

Origini

Il progetto “ROMA 20-25. Nuovi cicli di vita per la metropoli” prende spunto dall’anniversario di “Roma Interrotta”, a cui nel 2014 la Fondazione MAXXI con MAXXI Architettura ha dedicato una mostra: trentacinque anni fa, dodici architetti tra i più noti della scena internazionale utilizzarono la celebre pianta di Giovan Battista Nolli del 1748 immaginando che Roma si fosse fermata due secoli e mezzo prima, e ricominciarono a progettare la città.

Mentre “Roma Interrotta” creava le condizioni per questo esercizio progettuale tornando indietro nel tempo, al momento in cui nelle dodici tavole era inclusa tutta la città, ROMA 20-25, attraverso un salto in avanti nel tempo, propone invece di operare sull’intera dimensione urbana prendendo in esame l’immensa estensione attuale e, con lo strumento della mappa e dei tasselli, rimette in gioco la scala del progetto.

La scelta di affidare questo lavoro alle università evoca anche altri precedenti, ad esempio “Learning from Las Vegas” di Venturi e Scott-Brown, e il dispositivo del figure-ground di Colin Rowe come strumento di analisi e progettazione urbana. Si tratta di due letture della città contemporanea che hanno avuto origine da esperienze didattiche (a Yale, e nell’Urban design studio di Cornell).

Obiettivi

Negli ultimi decenni le discipline dell’architettura e dell’urbanistica si sono confrontate con due macro-paradigmi affermatisi dopo l’idea che la città potesse essere costruita sulla base di un progetto complessivo, applicando modelli urbani come quelli messi a punto dalla modernità “eroica”.

Il primo è quello del “Learning from”, che prendeva dall’osservazione dei fenomeni l’ispirazione per un progetto (un’idea nata da un fieldtrip a Las Vegas di studenti dell’università di Yale guidati da Robert Venturi e Denise Scott-Brown). Il secondo è quello dell’”Understanding”, che cerca di comprendere i fenomeni rielaborandoli in progetti che vogliono essere efficaci perché in sintonia con i processi (un’idea che nasce dal fieldtrip a Dubai degli studenti di Harvard guidati da Rem Koolhaas).
Il primo paradigma apprende dalla realtà ma la rielabora nel progetto; il secondo indaga la realtà ma non la mette in discussione, lasciando al progetto una totale autonomia.

ROMA 20-25 propone di interrogarsi su un nuovo paradigma, che condivide con i precedenti il riconoscimento della realtà urbana: la città è quella che c’è, ma che sia un paradigma al tempo stesso critico e proiettivo, efficace e visionario. Chi ha promosso questo progetto si aspetta tutti e due i risultati: non si accontenta di un’osservazione dei fenomeni, e chiede allo stesso tempo che una proposta sia compiutamente motivata.

 

Territorio

Traendo ispirazione dall’esperienza del 1978 di “Roma Interrotta”, il workshop ROMA 20-25 propone un’interpretazione della città di Roma nella sua massima estensione e si propone, con il contributo di tante energie e guardando al futuro, di riaprire un confronto sulla ricerca ed il progetto della città contemporanea.

È stata disegnata una nuova mappa dell’area metropolitana, identificata come il vasto perimetro della vita sociale ed economica della Roma di oggi, travalicandone i suoi confini amministrativi: un quadrilatero avente lato di 50 km, che racchiude Soratte, Valmontone, Ardea, Ladispoli. L’area del Palatino è al centro di questo quadrilatero che è orientato secondo la linea di costa e diventa il centro di una griglia di 25 quadrati, ognuno avente lato di 10 km, all’interno della quale le Università invitate dovranno collocare un piccolo quadrato delle dimensioni di 1 kmq, un tassello, su cui specificare una proposta progettuale compiuta.

Università

25 università, 12 italiane e 13 internazionali, sono state invitate a partecipare al workshop ROMA 20-25.

Ad ogni università italiana e straniera è stato assegnato uno dei venticinque quadrati avente lato 10 km.

E’ su questa prima dimensione che si chiede di esercitare una componente analitica e conoscitiva, il cui svolgimento richiederà forse più operazioni che tendono a decostruire e moltiplicare la carta per esaminarne aspetti parziali.

La seconda finalità di questa fase è individuare l’area quadrata di 1 km di lato su cui proporre il progetto che occuperà precisamente un centesimo della superficie del primo quadrato ma sarà orientata, a differenza di esso, secondo l’asse nord-sud.

È all’interno di questo tassello di 1kmq che le università invitate dovranno svolgere il proprio esercizio progettuale.

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