CITTA’ DELLA SCIENZA DI VIA GUIDO RENI: LE RISPOSTE DELL’ASSESSORE CAUDO

L’assessore alla trasformazione urbana Giovanni Caudo é intervenuto il  15 luglio alla riunione del tavolo partecipativo per l’elaborazione delle linee guida del masterplan per il nuovo quartiere che dovrebbe sorgere al Flaminio sull’area degli ex stabilimenti militari di Via Guido Reni, rispondendo alle obiezioni e alla domande dei partecipanti  su  tante questioni da piú  parti sollevate sul progetto della Cittá della Scienza, a cominciare dalla sostenibilitá economica dell’operazione.Riportiamo  una sintesi ricavata dagli appunti raccolti durante l’incontro

CASERMA VIA GUIDO RENI

PROGETTO CITTA’ DELLA SCIENZA DI VIA GUIDO RENI: LE RISPOSTE DELL’ASSESSORE CAUDO  

Il 15 luglio 2014 l’Assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo ha partecipato all’incontro del  tavolo di lavoro costituito  dagli uffici del Dipartimento all’Urbanistica, dal Municipio e dai  rappresentanti di comitati e associazioni,  che da mesi sta lavorando alle linee guida per il progetto di rigenerazione urbana degli ex stabilimenti militari di Via Guido Reni al Flaminio.

L’assessore ha annunciato che, con la consegna delle proposte del gruppo di lavoro per definire le linee guida del concorso per il masterplan, si conclude una fase ma non si conclude il  percorso di collaborazione tra l’assessorato e i cittadini, che continuerà  su due livelli:

–         il progetto che riguarda le trasformazioni del  Flaminio-Villaggio Olimpico (l’ex Piano Urbano Flaminio) che, proprio partendo dal lavoro fatto sugli ex stabilimenti militari di Via Reni, si estenderà ad  altri spazi del quartiere come Piazza Mancini,  per portare avanti le trasformazioni in modo organico e armonico;

–        il  progetto del “quartiere della Città della scienza”, che si svilupperà  mantenendo in ogni sua fase il collegamento con le realtà che si sono impegnate  nell’elaborazione  delle linee guida per il concorso.

L’assessore ha dichiarato la sua soddisfazione per l’alto livello delle proposte dei cittadini e ha risposto ad alcuni dubbi avanzati dai partecipanti,  anche in seguito a notizie giornalistiche che riportavano  il rischio che la delibera di variante del Piano Regolatore, dalla cui approvazione in Assemblea Capitolina dipende il prosieguo del progetto, potesse subire modifiche tali da invalidare il percorso finora fatto.

LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA DEL PROGETTO 

L’assessore ha sottolineato la grande opportunità  che per la prima volta viene data  alla Capitale: acquisire un’area statale senza nessun esborso (1): l’unico precedente di cessione di un edificio militare dallo Stato al Comune è  quello di un edificio all’Esquilino, una quindicina di anni fa, per il quale però  il Comune ha dovuto corrispondere  il valore di mercato dello stabile al Ministero della Difesa.

In questo caso invece tutta l’operazione non costerà alla città neanche un euro:  la proprietà di circa metà del terreno passa al Comune, e il costo della costruzione  degli edifici pubblici sarà finanziata dal contributo straordinario. Tale contributo è costituito dalla cifra che ogni privato versa  per una trasformazione urbanistica (2), e proprio la nuova amministrazione, con una delibera,  recentemente ha fissato i criteri di calcolo  in modo da renderli oggettivi e trasparenti (3). La cifra esatta  che Cassa Depositi e prestiti dovrà versare  sarà calcolabile solo sulle cubature previste dal progetto definitivo, che verrà elaborato dopo il concorso per il masterplan. Tuttavia, secondo le previsioni del Dipartimento all’Urbanistica e di Cassa Depositi e Prestiti  – che tra l’altro, come soggetto “privato”,  investe solo nelle operazioni  che ritiene convenienti -,  l’importo minimo dovrebbe aggirarsi intorno ai  43 milioni di euro, a cui  si sommano i contributi di urbanizzazione. L’assessore tiene a sottolineare che gli obblighi che assumerà Cassa Depositi e Prestiti, in caso di subentro di un altro soggetto, dovranno essere sottoscritti anche dal subentrante, e che lo Schema di Convenzione tra Roma Capitale e Cassa Depositi e Prestiti sarà redatto all’insegna della trasparenza, e sottoposto preliminarmente ai comitati del tavolo partecipativo.

E che in ogni caso, se per qualunque motivo il Comune  dovesse rinunciare a realizzare  il Museo della scienza, le risorse del contributo straordinario saranno obbligatoriamente  investite nel quartiere.

LA CITTA’ DELLA SCIENZA 

L‘assessore risponde  anche  chi gli chiede se il progetto della Città della Scienza e il Museo non rischino  di diventare un costo per la città, nel caso che i circa 43 milioni di Cassa Depositi e Prestiti si rivelassero  insufficienti. Per   Caudo i fondi  per la costruzione  dell’edificio ci sono (4). Per l’allestimento interno del Museo è prevista una superficie di  9000 mq espositivi, la stessa quantità, ad esempio, del Museo della Scienza di Trento, dove accanto alle cubature destinate all’esposizione, sono presenti  molte cubature dedicate a uffici, ricettivo etc.(5)

Per i costi di allestimento della parte museale (6) l’assessore prefigura varie possibilità progettuali, anche in sinergia con altri soggetti che potrebbero intervenire nella realizzazione degli altri  18000 mq che sarebbero dedicati a laboratori e centri ricerche, come ad esempio  il CNR.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO DEL NUOVO QUARTIERE, PUBBLICO E PRIVATO 

Dopo il concorso per il masterplan i vari “pezzi” del nuovo quartiere  potranno essere affidati a progettisti diversi. L’assessore ricorda che la costruzione degli  edifici privati  rientra in un’operazione immobiliare,  è che è quindi  nell’interesse di  Cassa Depositi e Prestiti realizzare edifici di alta qualità  per ottenere il massimo rendimento. E precisa che  le  opere pubbliche  non saranno “ a scomputo”, cioè non sarà l’operatore privato titolare degli altri interventi a realizzarle, ma sarà il Comune stesso, con procedure di evidenza pubblica (Cassa Depositi e Prestiti verserà il corrispettivo  direttamente a Roma Capitale). In ogni caso ogni “pezzo”  – pubblico o privato – progettato dovrà essere coerente con il masterplan.

I TEMPI E LE PROCEDURE ALTERNATIVE 

L’assessore ha spiegato che la scelta  della   variante al PRG  come strumento per l’avvio di tutto il percorso è stata valutata proprio in base alla necessità di portare avanti la procedura nei tempi più brevi possibile,  anche perché  l’accordo con Cassa Depositi e Prestiti del  17 dicembre  aveva tempi di ratifica molto stretti (entro la fine del 201) , e la delibera di variante  dava le garanzie necessarie (dentro la delibera  è stato già “messo dentro” tutto il  “contenuto pubblico”(7).

Al contrario, le  alternative ventilate in questi ultimi giorni, come l’Accordo di Programma, non garantirebbero la medesima celerità procedurale;  gli stessi uffici del Dipartimento hanno avuto modo di verificare che tutti gli accordi di programma fatti in passato a Roma  non hanno snellito i passaggi burocratici né accelerato i tempi di realizzazione delle opere (8):  valga  per tutti l’esempio dell’ex Poligrafico dello Stato di  Piazza Verdi, oggetto di un  accordo di programma fin dal 2002, che a distanza di 12 anni è ancora in alto mare (9)…

Il problema, per l’assessore non è lo strumento, ma la condivisione politica. Ed effettivamente  i comitati si sono chiesti come mai  siano passati – invano – sei mesi, dato che  la delibera poteva andare in assemblea già a marzo, chiedendo a questo punto quali siano i passaggi e i relativi tempi.

L’assessore ha dichiarato che  dopo l’ approvazione in assemblea, la delibera dovrà  essere pubblicata per raccogliere le osservazioni dei cittadini; poi, con le controdeduzioni dell’amministrazione alle osservazioni pervenute,  dovrà tornare all’ Assemblea, che approverà il masterplan definitivo. Quindi la Delibera dovrà essere sottoposta alla Regione, e  proprio per accelerare i tempi,  l’assessore intende proporre  alla Regione una conferenza di copianificazione Regione/Comune (è una pratica che i due enti stanno già applicando sui cosiddetti “Toponimi”). Se tutto va bene,  a maggio del 2015 il masterplan dovrebbe essere definitivamente approvato.

Sollecitato a esprimersi sulle alternative ventilate, Caudo ha detto chiaramente che introdurre ora uno strumento come l’accordo di programma vorrebbe dire essere obbligati a predisporre subito  un progetto, uccidendo tutto il percorso fatto finora e il concorso internazionale.

Assicurando però che  proseguire con la variante non esclude che si possano fare modifiche anche al momento dell’approvazione in Aula: lo stesso assessore ha proposto degli emendamenti da presentare subito, come quello  che  fissa un minimo per il contributo straordinario che dovrà essere versato da Cassa Depositi e Prestiti (43 milioni), fermo restando che altre modifiche ed emendamenti potranno sempre essere introdotti nel corso dei passaggi approvativi successivi.

L’importante per Caudo  è non permettere  che il progetto si areni o si trasformi in una cosa diversa: portare fino in fondo e con i  tempi giusti la procedura  sarebbe senz’altro un segnale positivo e incoraggiante per la Difesa, che potrebbe concedere al Comune altri immobili di sua proprietà, come le altre ex caserme, permettendo di  ripetere in altri quartieri l’esperienza “apripista”  che si va mettendo a punto al Flaminio.

interno caserma 11 marzo 5

(1) Nonostante  quello che pensano molti cittadini,  le proprietà di enti pubblici diversi possono “passare” da un’amministrazione all’altra solo in seguito a precisi accordi economici, come quelli che intercorrono tra privati.

(2) Il “contributo straordinario di urbanizzazione» è previsto dal Prg di Roma come onere, «a carico del soggetto attuatore», fissato nella misura massima del 66% «del maggior valore immobiliare conseguibile a fronte di rilevanti valorizzazioni generate dallo strumento urbanistico generale», e destinato alla realizzazione di opere pubbliche o di interesse generale nel territorio interessato dagli interventi.

(3) Sole24ore 19 marzo 2014 Rigenerazione urbana, Roma fa chiarezza sugli oneri a carico dei promotori privati Approvata dalla giunta la regolamentazione dell’onere da applicare alle operazioni di rigenerazione urbana. L’assessore all’Urbanistica, Gianni Caudo: «Ora è possibile applicare la norma in modo univoco» – I costruttori: «Finalmente si comincia a fare chiarezza»http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/citta/2014-03-18/rigenerazione-urbana-roma-chiarezza-202733.php?uuid=AbtDQEVJ

(4) Calcolando,  per  27000 mq di SUL (Superficie Utile Lorda), un costo di costruzione di circa  1600 euro mq, si raggiunge appunto una cifra intorno ai 43 milioni di euro (43.200.000)

(5) Museo della Scienza di Trento Presentazione Museo della Scienza di Trento mediakit_ita

http://www.muse.it/it/Pagine/default.aspx scarica la presentazione

(6) Il progetto scientifico del Museo è  affidato  aun gruppo coordinato da Paco Lanciano, già vinctore di un concorso indetto qualche anno fa per la realizzazione del Museo della Scienza della Città di Roma

(7) scarica la Deliberaproposta-rc-2013-22497-guido-reni

(8) si veda l’elenco degli accordi di programma sulla pagina del sito del dipartimento http://www.urbanistica.comune.roma.it/uo-conso-accordi.html

(9) si veda l’articolo del  tempo del 2005 PIAZZA Verdi, non più sede del Poligrafico e della Zecca dello stato

http://www.iltempo.it/2005/10/07/di-susanna-novelli-piazza-verdi-non-pi-ugrave-sede-del-poligrafico-e-della-zecca-dello-1.1052330

 

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