EX CASERME DI VIA GUIDO RENI: COSA BISOGNA SAPERE …

In questi giorni avrebbe dovuto finalmente arrivare al voto dell’Aula Capitolina la “ Proposta Dec. G.C. del 27 dicembre 2013 n. 84” relativa agli ex stabilimenti militari di Via Guido Reni dove dovrebbe sorgere la Città della Scienza, oltre a varie strutture private e pubbliche. Tuttavia il percorso della delibera si è arenato per ostacoli sorti all’interno della stessa maggioranza. Sintetizziamo i passaggi i indispensabili per comprendere tutti gli aspetti della vicenda.

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GLI EX STABILIMENTI MILITARI E IL QUARTIERE FLAMINIO

Lo “Stabilimento militare materiali elettronici e di precisione di  Via Guido Reni” si trova nel quartiere Flaminio (II Municipio) in un’area che negli anni si è arricchita di nuove strutture al servizio della città – basti citare MAXXI e Auditorium – in una zona che già vantava opere architettoniche di eccellenza come lo Stadio Flaminio e  il Palazzetto dello Sport, a ridosso del polo sportivo (e di grande pregio) del Foro Italico, a cui è collegata da qualche anno dal Ponte della Musica. Si tratta quindi di un pezzo di città  a grande valenza culturale, già dotato di numerose infrastrutture della mobilità pubblica,  con  un quartiere sicuramente privilegiato rispetto ad altre zone cittadine,  che tuttavia risente di vari problemi, dalla sosta selvaggia, alle sacche di degrado, a un’abbondanza di verde  scarsamente utilizzabile, alla carenza di servizi per i residenti (luoghi di incontro, servizi sanitari etc). Inoltre gli stessi ex stabilimenti militari, e  i  numerosi grandi edifici contigui (1), hanno creato di fatto una cesura nel quartiere, che rende un lungo  tratto di Via Guido Reni una “landa” desolata  e destinata prevalentemente al parcheggio, da cui emergono le “isole” del MAXXI e della Chiesa, completamente staccata dall’altra metà di quartiere, quella del Villaggio Olimpico e dell’Auditorium.

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LA STORIA PRECEDENTE

Sui progetti sulle ex caserme girano molte “leggende metropolitane”, a partire da quella che appartengano al Comune. Invece gli stabilimenti di Via Reni sono passati dalla Difesa al Demanio (statale)(2) e nonostante la Delibera 8/2010 (3) della precedente consiliatura, non sono mai entrate nella disponibilità di Roma Capitale. Anche perché la Delibera  del 2010 era in realtà puramente virtuale, essendo nata come escamotage concordato tra  il Sindaco Alemanno e l’allora Ministro della Difesa La Russa per  trovare una “contropartita” all’intervento del Governo sul debito della Capitale, tanto che la Delibera è stata lasciata scadere ancora durante la precedente amministrazione. La prima parte della Proposta di cui parliamo sancisce per l’appunto la revoca della Delibera del 2010.

Con il Salvaroma del 2013, l’allora ministro Saccomanni, inserendo gli stabilimenti tra gli edifici pubblici da “valorizzare” per riportare il debito italiano nei parametri europei, cedendoli a Cassa Depositi e Prestiti, si aspettava forse di confermare quel florilegio di cubature private piazzate da Alemanno nel 2010. Invece l’accordo poi raggiunto con il Comune di Roma prevede che quasi metà della superficie diventi pubblica, e che con gli oneri di urbanizzazione venga finanziata la costruzione di opere pubbliche, quindi a costo zero per il Comune e per i cittadini. Un risultato che si differenzia nettamente da quello delle altre “valorizzazioni” operate su altri immobili pubblici del resto d’Italia (4)

IL PROGETTO DEL SINDACO E DELL’ASSESSORE CAUDO

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Il progetto dell’Assessorato alla Trasformazione Urbana è nato con l’intenzione dichiarata (5) di  creare una sintesi che risponda a tre requisiti fondamentali:l’interesse pubblico dell’operazione, il governo pubblico della trasformazione e la democraticità del percorso. Interesse pubblico e governo pubblico per utilizzare – in tempi in cui  non ci sono soldi per mettere a norma  le scuole – capitali privati per la rigenerazione urbana, ma soprattutto per assicurare il vantaggiodell’operazione per la città. In questo caso restituire  metà della superficie dell’area a un uso pubblico, costruendo una città della Scienza, una piazza, servizi per il quartiere e alloggi a canone calmierato per giovani coppie, assicurando la sostenibilità degli interventi rispetto alla vivibilità del quartiere. Democraticità del percorso, attraverso il coinvolgimento dei cittadini (non solo residenti) nella stesura  dei criteri per il Masterplan e nella istituzione di un concorso per la sua elaborazione, con una serie di tappe che garantiscano il “governo” di tutte le fasi, in  sinergia con i cittadini.

IL TAVOLO DI LAVORO CON LE ASSOCIAZIONI E I CITTADINI

Dopo la presentazione dell’Assessore Caudo, che il 28 gennaio 2014 ha illustrato il progetto alla cittadinanza(5), si sono svolti vari incontri pubblici su diverse tematiche (6) e soprattutto si è avviato un tavolo di lavoro condiviso tra l’Assessorato, il II Municipio e i rappresentanti di 16 associazioni (7), che ha portato all’elaborazione – proprio in questi giorni – di un documento comune che raccoglie le dettagliate proposte delle realtà del territorio.

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IL PROGETTO VIENE FERMATO

La Proposta n. 84, approvata in giunta a dicembre 2013 è poi approdata in Commissione Urbanistica, da cui è stata “licenziata” solo il 20 giugno scorso, e prevede da un lato di revocare la Delibera “farlocca” del Sindaco Alemanno, dall’altro di introdurre una variante del PRG che permetta di avviare la trasformazione degli ex stabilimenti militari: la sua approvazione è il presupposto indispensabile per l’avanzamento del progetto, cioè il passaggio a Roma Capitale dell’area destinata all’uso pubblico e il lancio del concorso per la stesura del masterplan.

Il cammino della Delibera in Aula Giulio Cesare, tuttavia è decisamente accidentato. Gli ostacoli sono posti dallo stesso PD, in particolare da alcuni esponenti, Antonio Stampete – presidente della commissione urbanistica – e Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza, che hanno sostenuto anche con comunicati e dichiarazioni che la formula scelta dall’assessorato del concorso internazionale aperto, è rischioso per i tempi e per i costi, avanzando proposte alternative – accordi di programma(8) e PRINT (9)– che a loro dire sarebbero più efficaci. Tali obiezioni hanno comportato il ritiro della delibera da parte dell’assessore Caudo “per ulteriori approfondimenti”, e rendono attualmente problematica la sua riproposizione e approvazione.

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Per quanto riguarda la fattibilità finanziaria del progetto, premesso che per valutare con la necessaria precisione i costi (delle strutture pubbliche) e i ricavi  (da Cassa Depositi e Prestiti)  è necessario avere concluso l’elaborazione del  progetto definitivo, riteniamo necessario che l’assessorato fornisca maggiori informazioni sull’accordo con cassa Depositi e Prestiti e sul piano economico di massima. Ma ci appare in ogni caso assolutamente fuorviante, come è stato fatto da alcuni, agitare la minaccia che il museo della scienza diventi “come la Nuvola di Fuksas o come la Città dello Sport di Calatrava” (10), paragoni di facile presa sui timori dei cittadini romani, ma in questo caso assolutamente inappropriati. E anche per quanto riguarda i rischi di una dilatazione dei tempi, non ci sembra che le alternative invocate diano maggiori garanzie di una rapida realizzazione dell’intervento. Anzi, gli strumenti urbanistici citati, già usati dalle le passate amministrazioni, comprese le maggioranze di centro sinistra, non hanno certo raggiunto i risultati sperati.

ANDIAMO AVANTI

In ogni caso le proposte avanzate cancellerebbero dalla scena quelli che sono i punti di forza del progetto dell’assessorato: il lavoro insieme a cittadini e associazioni (11), e il concorso internazionale (a cui si ricorre in tutte le città del mondo), unica garanzia della ricerca dell’eccellenza e delle regole uguali per tutti.

Cittadinanzattiva Flaminio chiede che si chiariscano al più presto i punti controversi e si proceda alla votazione della Delibera, pe rnon perdere altro tempo e proseguire su un percorso partecipato e trasparente.

AMBM

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PER APPROFONDIRE:

I NOSTRI ARTICOLI PRECEDENTI:

Ex caserme di via Reni: si torna ai metodi di sempre?

Pubblicato il

Quali fatti hanno titolo  per essere pubblicati sui giornali? Nelle scuole di giornalismo si insegna che un cane che morde un uomo non fa notizia, mentre il contrario merita la pubblicazione. Così si dà ampio spazio sui quotidiani quando i … Continua a leggere

Città della Scienza o città della fatiscenza?

Tra le Delibere all’ordine del giorno dell’Assemblea  Capitolina del 1 luglio (1), una delibera in particolare,  a nostro avviso,  merita l’attenzione collettiva, la “Proposta 1/2014” relativa  alle ex caserme di Via Guido Reni e al progetto di realizzazione della Città della Scienza (2) , … Continua a leggere

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(1) come la Scuola di polizia, la caserma PS che ospita il “113”e altre strutture militari ancora in uso alla Difesa

(2) le altre caserme della Capitale sono invece ancora di proprietà e in uso alla Difesa, tranne Papareschi, recentemente ceduta alla Corte dei Conti

(3)la giunta Marino ha cancellato la delibera di Alemanno, la n.8 del 28/29 ottobre 2010, che aveva previsto una colata dì cemento sulle quindici caserme . Si veda https://carteinregola.wordpress.com/stop-consumo-di-suolo/attenti-alle-delibere/la-delibera-dei-forti-e-delle-caserme/

(4) Si veda sul sito dedicato le destinazioni riservate agli altri immobili di altre regioni d’Italia, nella stragrande maggioranza dei casi residenziali e  ricettive http://www.cdpisgr.it/valorizzazione-immobili-pubblici/immobili-in-portafoglio/index.html

(5) Si veda la pagina del Dipartimento Urbanistica http://www.urbanistica.comune.roma.it/partec-quart-scienza.html, la presentazione dell’Assessore Caudo del 28 gennaio 2013 e le relative slides scaricate dal sito del Dip. Urbanistica https://cittadinanzattivaflaminio.wordpress.com/progettoflaminio/casermadiviareni/ex-caserma-discorso-caudo-28-gennaio/presentazione-progetto-ex-caserme-le-slides/

(6) 8 aprile 2014 Servizi e funzioni pubbliche, 17 aprile “Mobilità”, 29 maggio “Città della Scienza”> vai alla pagina del Dipartimento urbanistica con tutti gli interventi w.urbanistica.comune.roma.it/partec-quart-scienza/incontro-mobilita.html

(7) Amate l’Architettura – Amici dell’Auditorium – Amuse – Associazione Culturale Gropius – Cittadinanza attiva Flaminio – Cittadini Utenti Comitato Attivo Flaminio – Consumatori Utenti di Roma – Cromas Flaminio – Flaminio Beni Comuni – Italia Nostra Roma – Movimento Cittadino Flaminio Parioli Villaggio Olimpico – Progetto Roma Insieme – SAP Silvicoltura Agricoltura Paesaggio – Seniores Italia – Villaggio dei Bambini – Villaggio Olimpico 1960

(8) PRINT (Programma Integrato): L’Art. 14 delle norme Tecniche di Attuazione (NTA) Stabilisce che “Il Programma integrato ha la finalità di sollecitare, coordinare e integrare soggetti, finanziamenti, interventi pubblici e privati, diretti e indiretti. Il Programma integrato prevede, di norma, incentivi di tipo urbanistico volti a favorire l’integrazione degli interventi, la qualità urbana e ambientale, e il finanziamento privato di opere pubbliche. Il Programma integrato è di iniziativa pubblica, fatto salvo l’intervento sostitutivo dei proprietari . . .”.
In altri termini il PRG introduce incentivi (in genere premi di edificabilità e/o possibilità di destinazioni d’uso più remunerative) purché il soggetto privato proponente che risponde al bando con proprie proposte di intervento, contribuisca alla realizzazione di opere pubbliche attraverso il “contributo straordinario”. Inoltre, pur dichiarando che i Programmi integrati sono di iniziativa pubblica, il PRG stabilisce che se il Comune non assume l’iniziativa questa può essere assunta dai proprietari privati che rappresentino la maggioranza assoluta (invece del 75 % del Comparto urbanistico previsto dai Piani attuativi tradizionali) del valore catastale degli immobili interessati dal programma.

(9) ACCORDO DI PROGRAMMA

(10) http://www.romatoday.it/politica/citta-scienza-dubbi-antonio-stampete.html“Città della Scienza come la Nuvola di Fuksas? Manca il piano finanziario”

(11)Alla procedura aperta alla partecipazione e controllata attivamente dall’opinione dei cittadini si preferisce tornare ai metodi di sempre: accordi di programma, piuttosto che concorsi, progetti integrati (PRINT, vale a dire trattative dirette tra amministratori e imprenditori), piuttosto che garanzie di interesse pubblico tramite classiche procedure di piano.
Si preferisce insomma la presunta scorciatoia dell’accordo di programma col privato piuttosto che l’impegno a mantener fede alle garanzie offerte al pubblico?”
da Ex caserme di via Reni: si torna ai metodi di sempre? d Vieri Quilici, Architetto e docente Roma 3, Cittadinanzattiva Flaminio

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