STADIO OLIMPICO, VOGLIAMO LE REGOLE

Via Guido Reni durante le partite

Via Guido Reni durante le partite

Carteinregola e Cittadinanzattiva Flaminio hanno scritto al Sindaco Marino, al Prefetto Pecoraro  e al Comandante  del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale Scalfati chiedendo di mettere fine alla “sospensione” delle regole  che si ripresenta puntualmente ad ogni manifestazione allo Stadio Olimpico nei quartieri limitrofi

Le ultime notizie riguardo i gravi incidenti in occasione della finale di Coppa Italia del 3 maggio, parlano di un vero e proprio “commando” di ultrà romanisti che ha attaccato i tifosi napoletani, ferendo gravemente un ragazzo. Di fronte a questo e ad altri inquietanti episodi di contorno, come le “trattative” con i capi delle tifoserie, l’impressione è quella di trovarci, quando si parla di partite di calcio, catapultati in una “terra di nessuno” dove non ci sono più regole, dove lo stato è impotente, dove l’arroganza e la violenza delle tifoserie prevale sui diritti più elementari della cittadinanza. E anche se in questo scenario la situazione dei cittadini che vivono sulle due sponde del Tevere vicino allo Stadio sembra un problema di “serie b”, resta il fatto che rappresenta la perfetta metafora (potremmo dire “frattale”) della rinuncia dell’amministrazione a gestire la legalità di fronte a certe “sacche” (purulente) che si mimetizzano nella generale e intoccabile retorica dello sport.

Oltre ai frequenti cortei (autorizzati?) con corredo di cori e botti prima e dopo le partite, agli scontri – ricordiamo che nel novembre 2007 , dopo la morte di Sandri, il quartiere Flaminio divenne un vero e proprio scenario di guerra, con molotov lanciate dai tifosi contro la caserma di PS di Via Guido Reni e un pullman della Polizia dato alle fiamme davanti al commissariato di via Fuga – ad ogni manifestazione sportiva nei quartieri limitrofi allo Stadio avviene una vera e propria sospensione della legalità, in cui chiunque può avere comportamenti che in qualsiasi altro contesto “extra sportivo” sarebbero gravemente sanzionati.

Lungotevere durante le partite

Lungotevere durante le partite

Particolarmente significativo è lo spettacolo delle centinaia di automobili che vengono lasciate parcheggiate ovunque sotto gli occhi delle numerose pattuglie di vigili che presidiano l’area: sui marciapiedi, sui passi carrabili, nei posti per disabili, e soprattutto in mezzo alla strada sui Lungo Tevere, creando una lunga fila di vetture che spesso impedisce addirittura la svolta nelle traverse. E dopo la partita, nonostante la pericolosità per la sicurezza stradale, molte auto di “ritardatari” restano a lungo in mezzo alla carreggiata, isolate e impunite. A quanto pare ciò è tollerato da anni grazie a “direttive” del Prefetto per motivi di “sicurezza pubblica”.

Ma bisogna dire che a 100 metri dallo Stadio, a Piazza Mancini, c’è un gigantesco capolinea di mezzi che provengono da tutta Roma, collegato con un tram veloce alla metro di Piazzale Flaminio. E che a 500 metri dallo Stadio ci sono decine di parcheggi a raso (la domenica gratis) lungo viale Tiziano e Via De Coubertin, che restano sempre mezzi vuoti.

A questo proposito vogliamo segnalare un episodio, forse “terra terra” rispetto alla drammatica situazione generale, ma che può ben far capire l’indignazione e lo sconforto che assale sempre più spesso i cittadini del Flaminio.

Per la partita in questione sono stati messi dei cartelli di divieto di sosta e rimozione forzata provvisori lungo il tratto in corrispondenza del Ponte della Musica per far posto ai pullman dei tifosi. Secondo i vigili i cartelli sono stati messi la sera del 30 aprile, secondo alcuni residenti solo la sera prima. Ma in ogni caso il 3 mattina sono state rimosse con costi notevoli per i proprietari decine di auto parcheggiate correttamente, in parte di gente che non si è accorta dei nastri strappati, in parte di persone che si erano allontanate per il ponte già dal 30 aprile pomeriggio. Comunque, l’operazione rimozione è scattata – giustamente – con una solerzia che avremmo voluto vedere anche per le ben più gravi e sistematiche situazioni sopra descritte.

A questo punto i cittadini del Flaminio non sono più disposti ad accettare di vivere una realtà del genere. Se lo Stato non è in grado di garantire la legalità e l’impatto su un quartiere centrale della Capitale (tra l’altro a caro prezzo, pagato da tutti i contribuenti), per le localizzazioni di eventi sportivi è necessario individuare altre soluzioni, in contesti studiati per essere gestiti senza mettere a rischio la sicurezza e la vivibilità dei residenti (e dei frequentatori dello stadio).

Per l’immediato chiediamo al Sindaco di “cambiare tutto” a partire dall’applicazione delle regole uguali per tutti, anche per i tifosi. Abbiamo letto con piacere la Sua dichiarazione sul Corriere della Sera: “a Roma le leggi si rispettano, a me non interessa il consenso spicciolo voglio un cambiamento culturale della città, è finita l’epoca degli amici degli amici, dei favori”*. Aggiungiamo: vogliamo che a Roma la legalità e i diritti delle persone non siano più derogabili, neanche di fronte al “Dio Sport”, per quanto possa costare in popolarità costringere gli appassionati a prendere i mezzi pubblici…

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2 risposte a STADIO OLIMPICO, VOGLIAMO LE REGOLE

  1. Alessandra Rucco ha detto:

    Grazie per il lavoro che fate

    Inviato da iPhone

    >

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