I cittadini vogliono partecipare davvero

Ieri  al Cinema Tiziano Cittadinanzattiva Flaminio e Carteinregola hanno organizzato un’assemblea per parlare di partecipazione, in vista del progetto della ex caserma di Via Guido Reni ma non solo. L’intenzione infatti è farne il  primo di una serie di incontri da organizzare in vari quartieri di Roma, in centro  e in periferia, in vista di un appuntamento cittadino per una grande riflessione collettiva prima dell’estate.

platea tiziano partecipazione

11 febbraio cellamare

Che l’argomento non sia né facile né scontato si è capito subito, dalla vivace 11 febbraio luca lo biancopartecipazione del numeroso pubblico, a testimonianza di quanto il tema   sia sentito e di quante aspettative   e  difficoltà  si dovranno affrontare per provare a trasformare in buone pratiche quello che troppo spesso è rimasto solo uno slogan.

L’incontro è stato forse troppo affollato di interventi e in futuro bisognerà mettere meglio a punto il “format” e dedicare  maggiore spazio per le domande e gli interventi del pubblico e dei comitati. Ma almeno hanno  cominciato a profilarsi i temi su cui  confrontarsi,  come la rappresentanza, le competenze e anche da dove deve cominciare  la partecipazione: molti cittadini hanno considerato restrittivo essere chiamati a partecipare su un progetto con degli elementi già prefissati, come la scelta a monte di realizzare una città della Scienza,  e l’accordo con la Cassa Depositi e Prestiti. Un accordo che per finanziare la parte “pubblica” (il museo, una piazza, servizi per il quartiere, una quota di alloggi sociali  a canone  calmierato) prevede la costruzione di edifici privati,  appartamenti, un albergo, negozi.

E senz’altro le problematiche sollevate dagli esperti e dai cittadini che sono intervenuti richiedono ulteriori e più approfondite riflessioni. Per questo abbiamo aperto uno spazio sul nostro sito in cui si potranno “postare” commenti, inviare domande, anche dirette  all’amministrazione, suggerire percorsi (> vai al dibattito). Per cominciare insieme  una strada  che inevitabilmente incontrerà  delle conflittualità, che però, come ha detto lo stesso assessore Caudo, non devono essere viste come dei limiti, ma come delle opportunità: “Noi possiamo guardare a questa operazione  con la paura oppure  come un inizio di un modello di quello che potrebbe succedere nella città. Io capisco l’esigenza di guardare allacittà rispetto ai bisogni che vengono espressi dai  cittadini, ma la città è anche un luogo di  conflitto. E  il conflitto è una cosa positiva, non negativa.  Dobbiamo imparare a  costruire questa dimensione, in cui le scelte sono confrontate tra i diversi  soggetti in campo. E lo facciamo se abbiamo questo convincimento: conflitto non vuol dire mediare e portare a casa qualcosa, vuol dire anche  produrre una soluzione al conflitto” (> leggi il seguito del discorso).

AMBM

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