Le nostre richieste ai candidati

MAXXI

Cittadinanzattiva Flaminio ha elaborato 12 punti da sottoporre ai candidati a Sindaco e   Presidente del Municipio (che dalle prossime consultazioni sarà costituito dall’accorpamento del II e del III), a partire dai candidati delle primarie del centro sinistra. Pubblicheremo man mano le risposte pervenute.

 

Il quartiere Flaminio vanta una particolare qualità di vita, grazie alla sua collocazione su un’ansa del Tevere, al suo patrimonio di verde pubblico e alla relativamente ridotta densità abitativa. Negli ultimi anni  il suo patrimonio urbanistico si è arricchito di opere come l’Auditorium, il MAXXI, il Ponte della Musica, che hanno moltiplicato le dimensioni architettonica e culturale del nostro quartiere, rendendolo un interessante   laboratorio per  nuovi esperimenti urbani. E altri cambiamenti  sono annunciati:  la sistemazione degli spazi intorno alla Città della Musica, nuove  destinazioni per le caserme di Via Guido Reni e la riorganizzazione dell’ asse viario, la metropolitana, i parcheggi interrati, la ristrutturazione del mercato rionale. Spesso però i cittadini accolgono il cambiamento con diffidenza, soprattutto perché sanno che molti grandi progetti urbanistici possono poi rivelarsi  scatole scintillanti che contengono centri commerciali, palestre, alberghi e tutto ciò che può “fare rendita”, a scapito dei beni comuni, tutelati dall’ articolo 9 della Costituzione[1] : verde pubblico, beni storici e artistici, servizi sociali, spazi collettivi non subordinati al consumo.

Per questo Cittadinanzattiva Flaminio intende  avviare  un dialogo con le istituzioni e con tutte le forze politiche coinvolte nelle scelte presenti e future, perché diventi realtà il  Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana  approvato nel 2006 e assai poco praticato.

Solo attraverso la reale partecipazione dei cittadini alla progettazione del cambiamento  può essere mantenuta viva   la nostra storia, la nostra cultura,  la nostra qualità della vita e, soprattutto, la nostra appartenenza a una “comunità”.

I DODICI PUNTI:

  • 1)    PIAZZA MANCINI: per un progetto unitario e partecipato
  • 2)    CASERME: per un concorso di idee al servizio dell’uso pubblico
  • 3)    AREA TRA AUDITORIUM E VIALE TIZIANO – STADIO FLAMINIO: per uno spazio che deve restare verde
  • 4)    BORGHETTO FLAMINIO: da anni abbandonato, da anni  a rischio speculaizone
  • 5)    VILLAGGIO OLIMPICO: un quartiere da valorizzare
  • 6)    PARCHEGGI INTERRATI: per una reale pianificazione degli interventi, senza deturpare gli spazi del quartiere
  • 7)    MOBILITA’ E VIVIBILITA’: interventi per mitigare l’impatto dello Stadio e dei tanti attrattori su entrambi i lati del Tevere
  • 8)    VERDE PUBBLICO: un bene prezioso da tutelare
  • 9)    LA FRANA  DI VIALE TIZIANO
  • 10) MERCATI RIONALI ,  UN PATRIMONIO COMUNE
  • 11)  SERVIZI NON NEGOZIABILI PER IL QUARTIERE
  • 12) UN QUARTIERE ACCOGLIENTE DOVE TUTTI RISPETTANO LE REGOLE

 

1)    PIAZZA MANCINI: per un progetto unitario e partecipato: Una piazza senza identità, ridotta a un’accozzaglia di terminal degli autobus, giardinetti degradati, spazi sportivi privati con e senza tecnostrutture, compreso un palaghiaccio (opera spacciata come “temporanea” ma di fatto definitiva), un asilo nido. Sul lato nord della piazza  il PRG prevede nuove edificazioni, che sicuramente non miglioreranno la situazione, aggiungendo cemento in un’area povera di verde già carica di elementi e funzioni contrastanti. Nell’area sud è previsto anche un parcheggio interrato, che comprometterebbe definitivamente la possibilità di realizzare un vero giardino.

Lo spazio, incuneato tra il  MAXXI e  il Foro Italico,  deve essere ripensato e reintegrato in un progetto unitario di qualità, che risponda alle esigenze del quartiere e della città. Cittadinanzattiva Flaminio chiede la sospensione di ogni genere di intervento urbanistico – Pup compreso –  e l’avvio di una progettazione partecipata con i cittadini di tutto l’assetto e la destinazione della piazza.

1)    CASERME di Via Guido Reni: per un concorso di idee al servizio dell’uso pubblico La Caserma è una delle 15 proprietà del Ministero della Difesa che saranno cedute  a privati, non si sa con quale variante urbanistica. Ma incombe il pericolo di circa 260.000 metri cubi da  costruire demolendo gli attuali edifici per farne – con ogni probabilità se il progetto venisse affidato ad un costruttore – appartamenti e uffici, convogliando ulteriore traffico e auto in sosta in un’area già congestionata per la presenza dello stadio e di altri poli culturali e museali . Cittadinanzattiva Flaminio si è quindi attivata, sostituendosi alla dovuta attività del Comune di Roma,  per indire un concorso di idee internazionale  teso a raccogliere idee e progetti ai fini del pubblico interesse.  Chiede, quindi, che ne venga rispettata la procedura e condivisi pubblicamente i risultati, in un processo trasparente di riqualificazione urbana partecipata.

2)    AREA TRA AUDITORIUM E VIALE TIZIANO – STADIO FLAMINIO: per uno spazio che deve restare aperto e verde . Solo pochi anni fa, grazie alla raccolta di  12.000 firme,  l’area è già scampata a un tentativo di cementificazione e ad un altro progetto, anch’esso poi  abortito, che prevedeva un centro commerciale sotto lo stadio Flaminio. Si tratta di uno spazio molto pregiato, che purtroppo  per molti continua ad essere  uno spazio “da riempire”:  ultimamente si sono intensificati gli annunci del trasferimento sotto terra degli attuali parcheggi a raso, per una nuova sistemazione che comprende l’asse di via Guido Reni,  ma anche nuove anche cubature edilizie. Cittadinanzattiva Flaminio  chiede che non venga consumato ulteriormente suolo nel quartiere, soprattutto negli spazi rimasti liberi, peraltro utilizzati per strutture provvisorie nell’ambito di Festival e manifestazioni.

3)    BORGHETTO FLAMINIO: da anni abbandonato, da anni  a rischio speculazione

E’ del 1995 l’ultimo concorso bandito dal Comune di Roma, per la riqualificazione di questo angolo di città, incompleto, casuale e disordinato, attraverso la collocazione di un centro culturale e artistico che possa ricucire quel rapporto, negato, tra il centro storico e il sistema di musei e accademie ubicati nella zona di Valle Giulia. Un Decreto del 30 novembre 2007 del MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE conferma l’assegnazione di fondi per la riqualificazione del Borghetto, ma ad oggi non risulta alcun passo in questa direzione. Cittadinanzattiva Flaminio chiede che venga avviata la riqualificazione del Borghetto Flaminio, attraverso una progettazione partecipata con i cittadini.

4)    VILLAGGIO OLIMPICO: un quartiere da valorizzare. Piazza Grecia, uno spazio che in qualsiasi città europea sarebbe  da tempo una zona frequentata ed accogliente, è un susseguirsi di saracinesche abbassate,   in un’atmosfera più simile a quella dell’estrema periferia che a un luogo a pochi passi dal MAXXI e dall’Auditorium. Cittadinanzattiva Flaminio chiede che vengano portate a conoscenza tutte le proprietà pubbliche presenti nel quartiere e  avviato un tavolo tra Comune,  cittadinanza e altri enti interessati per  individuare urgentemente le modalità per restituire all’uso pubblico quegli spazi (considerando anche il danno erariale del mancato incasso degli affitti), ad esempio valutando la collocazione della ventilata “città dell’artigianato” che si vorrebbe edificare in Piazza Mancini, e/o dei servizi sanitari essenziali della ASL che sta per chiudere in Piazza Gentile da Fabriano.

5)    PARCHEGGI INTERRATI: per una reale pianificazione degli interventi necessari, senza deturpare il quartiere. 8 parcheggi interrati in 1 kmq: sono  quelli   previsti dal Piano Urbano Parcheggi  nel nostro quartiere,  senza alcuna reale pianificazione “a monte” basata su uno  studio delle  esigenze della  sosta e della mobilità della zona. Un’invasione di centinaia di box che diventeranno in buona parte cantine e magazzini, con il rischio  di deturpare le aree soprastanti (come il già realizzato Pup di Piazza Melozzo da Forlì), di aprire cantieri infiniti (Piazza Manila), di rovinare una piazzetta storica, mettendo a repentaglio la stabilità di tre palazzine e distruggendo sei lecci secolari(Piazza Perin del Vaga/Via Stern /Via Muziano). Parcheggi previsti in un’area  a rischio esondazione (i recenti lavori di innalzamento dell’argine nei pressi di Ponte Milvio saranno giudicati efficaci solo dopo il collaudo) e caratterizzata dal fenomeno della subsidenza. Inoltre la forte concentrazione di attrattori di sosta di destinazione (basti pensare a cosa accade durante le partite allo Stadio) rendono poco giustificata la costruzione di box pertinenziali, con una quota minoritaria di sosta a rotazione. Cittadinanzattiva Flaminio  chiede che venga sospesa qualunque approvazione di PUP nel quartiere, e venga eseguito uno studio di flussi di traffico e di necessità di sosta, a motivazione di qualunque futuro intervento, con prevalenza di parcheggi a rotazione sui box privati.

6)    MOBILITA’ E VIVIBILITA’: per la qualità di vita dei cittadini del Flaminio. Il Flaminio è un quartiere di passaggio per il flusso veicolare dalle consolari Roma Nord (Cassia e Flaminia) verso il centro e sud della città.  Il Lungotevere Flaminio è percorso a velocità troppo elevate, con frequenti incidenti mortali, come pure Via Fracassini, dove è localizzata una scuola pubblica. Cittadinanzattiva Flaminio  chiede:  telecamere e dissuasori di velocità su Lungotevere Flaminio e Via Fracassini; manutenzione regolare della segnaletica orizzontale e luci degli attraversamenti; spostamento capolinea ATAC oltre Tevere, fra Foro Italico e Ministero Esteri,  navette elettriche per il quartiere, piste ciclabili. Una efficace repressione della sosta selvaggia attraverso una maggiore presenza di VVUU in zone e orari concordati . Repressione degli eccessi notturni, limite orario e acustico per le attività di somministrazione e per locali e discoteche e manifestazioni etc.

7)    VERDE PUBBLICO: un bene prezioso da tutelare. Il quartiere ha un notevole patrimonio di alberature storiche, giardini pubblici e privati e zone naturali in riva Tevere, che va tutelato per l’enorme valore ambientale e di salute pubblica. In particolare le specie di pregio, e alberature storiche devono essere rispettate in base alla legge 14 gennaio 2013, n. 10 – Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani. Dalla mappatura effettuata da Cittadinanzattiva Flaminio, risulta che, soltanto lungo Viale Tiziano, sono circa 160 gli alberi da ripiantare. Cittadinanzattiva Flaminio chiede che il verde pubblico nel quartiere venga protetto e ripristinato, con particolare attenzione a Viale Tiziano e al tridente, che ne caratterizzano il segno storico e distintivo.

8)    La FRANA  DI VIALE TIZIANO Viale Tiziano è una strada dimezzata e la collina di Villa Balestra è ancora in pericolo. A cinque anni dalla frana il Comune di Roma non è stato in grado di mettere in sicurezza una collina e di restituire una strada alla città. Cittadinanzattiva Flaminio chiede che siano urgentemente portati a termine i lavori di consolidamento della collina di Villa Balestra, e riaperta la viabilità in Viale Tiziano.

9)    MERCATI RIONALI. UN PATRIMONIO COMUNE. I due mercati del quartiere – Flaminio 1 e Flaminio 2, fanno parte di un gruppo di Project financing che prevedono abbattimento e ricostruzione  dei mercati con varie cubature sottostanti e soprastanti in più, ad opera di privati. Progetti in cui non sono stati coinvolti né gli operatori dei mercati né i cittadini del quartiere. Gli operatori del mercato Flaminio 2 hanno presentato un proprio progetto di ristrutturazione, offrendosi anche come soggetto del Project. Tuttavia a oggi il Comune non ha ancora definito alcun  accordo. Cittadinanzattiva Flaminio chiede la sospensione di ogni genere di project che non preveda il reale coinvolgimento degli operatori dei mercati e dei cittadini del quartiere.

10) SERVIZI NON NEGOZIABILI PER IL QUARTIERE: dopo la chiusura del Commissariato di Via Fuga, ora è a rischio la ASL di Piazza Gentile da Fabriano: in un quartiere dove l’età media è elevata, è inderogabile il mantenimento di un presidio sanitario qualificato, che si potrebbe anche collocare in spazi pubblici disponibili.  Come questi anche asili, scuole, biblioteca, ufficio anagrafico di Piazza Grecia, centri anziani sono servizi indispensabili per la qualità di vita nel quartiere. Cittadinanzattiva Flaminio  chiede che siano mantenuti nel quartiere tali servizi, in particolare i servizi essenziali della ASL, consultorio per la salute della donna, Centro di Salute Mentale, ed il Centro diurno.

11) UN  QUARTIERE ACCOGLIENTE DOVE TUTTI RISPETTANO LE REGOLE  Esistono alcune situazioni al Flaminio che rischiano di scatenare incomunicabilità se non conflittualità sociale, come alcune piazze  diventate  luoghi di ritrovo di comunità straniere, la moltiplicazione di negozi etnici  che prendono il posto delle botteghe di quartiere,  l’impatto delle masse di  frequentatori dello stadio. Cittadinanzattiva Flaminio lavora per rendere il quartiere una vera comunità, per chi ci vive, per chi ci lavora e per chi viene a visitarlo: un quartiere accogliente in cui nessuno venga escluso, e tutti rispettino le regole. Per questo chiediamo la costituzione di un tavolo/osservatorio  sui problemi sociali, a cui partecipino, oltre i cittadini del Flaminio  e i rappresentanti dell’amministrazione, anche appartenenti alle  comunità straniere, per trovare insieme le soluzioni per    fare del nostro quartiere un posto dove sia  bello vivere per tutti.

(> leggi le risposte dei candidati man mano pervenute)


[1] Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione

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5 risposte a Le nostre richieste ai candidati

  1. Pino ha detto:

    Caserme: prevederei quanto non previsto: usarle per una scuola di musica che, nel quartiere, a dispetto di tanta cultura (Auditorium, MAXXI), non esistono di fatto, a parte gli allievi di Santa Cecilia.
    Perché non dare in gestione i locali delle caserme a scuole di musica jazz, rock, classica e altro per privati non iscritti al Conservatorio e di ogni età?
    Altro uso potrebbe essere quello di sede sponsorizzata dal Comune per un ambulatorio veterinario e pronto soccorso con ambulanza per cura in servizio veterinario nazionale di animali abbandonati e senza proprietario che subisssero infortuni; o anche pe proprietari di animali non in grado di affrontare spese per il veterinario privato, come purtroppo sempre più accade.
    Ciò non è un lusso ma una necessità di civiltà per un Paese che si dichiara per uno dei primi del mondo ma che, in realtà, in questo campo, non sembra esserlo.

  2. Pino ha detto:

    Parcheggi interrati, verde pubblico, mobilità, rispetto delle regole e vivibilità del quatiere da parte dei residenti: tutte cose tra loro collegate che, anche se decise dai residenti stessi, spesso, per motivi di ingordigia e comodità (un parcheggio sotto i piani piloti, molti dicono, fa aumentare il valore dell’appartamento) e non rispetto delle regole, da parte, a volte, anche degli stessi, stanno portando a una invivibilità del quartiere e a una decadenza del tenore di vita e della salute.
    Inutile fare altri parcheggi, dato che quelli esistenti al Villaggio Olimpico sono quasi deserti, eppure ve ne è uno a più piani e altri due adiacenti il complesso dell’Auditorium ma, chissà perché, vengono quasi inusati.
    Il rispetto delle regole è a mio parere, in maggior misura inesistente tra i cittadini italiani che tra quelli di altre etnie: basti vedere come si parcheggia al Villaggio Olimpico in occasione di eventi all’Auditorium o anche nelle semplice sere di concerto; auto parcheggiate:
    gratis sulle strisce blu dove è previsto il pagamento fino alle 23, pagamento che, in realtà, raramente si controlla; auto in sosta tra i paletti paramarciapiede di Viale De Coubertin, ormai asportati almeno per metà della loro quantità; auto parcheggiate a lato dei paletti paramerciapiede costringendo il traffico a transitare contromano e bloccando spesso, o rallentando, i trasporti pubblici; auto parcheggiate in zona rimozione, ove raramente si vedono rimuovere auto; auto parcheggiate sui marciapiedi; auto parcheggiate sui prati; auto parcheggiate nei condomini privati.
    Auto contromano e a velocità altissima.
    Auto parcheggiate, anche dai condomini, sui piani piloti delle palazzine, trasformati, tecnicamente, in autorimessa aperta, spesso salendo sui marciapiedi in mancanza di passo carrabile o con passo carrabile fai da te, e in violazione della normativa antincendio che prevede il rilascio, dopo messa a norma, da parte dei VV FF, di certificato prevenzione incendi, obbligatorio per il parcamento di oltre nove veicoli su una superficie totale coperta superiore a 300 metri quadrati. In pratica gli spazi previsti originariamente dagli architetti sono in alcuni casi trasformati in un pericoloso parcheggio fuori norma che, oltre ad abbrutire la vista e la sicurezza antincendio, trasforma il condominio in una specie di garage, dato che ormai ogni famiglia ha anche due o tre auto.
    Inosservanza, salvo errori, dell’art. 52, comma 2, del Regolamento edilizio urbano generale del Comune di Roma, che prevede l’obbligo di recinzione delle proprietà private, come accade in tutti gli altri quartieri.
    Rinnovati tentativi di usare il verde in zona per attività commerciali, che attirerebbero ulteriore traffico, finora respinti.
    Anche le attività culturali che periodicamente si svolgono in zona sono ormai divenute motivo di problema per i residenti: cantieri periodici montati e smontati, piste di ghiaccio e giostre che sostano per settimane, puzzo di grasso e cibarie varie che entra negli appartamenti dai vari locali occasionali, traffico spostato e fermate degli autobus deviate per settimane, problemi legati all’illuminazione pubblica che, per coincidenza, si ripetono ogni anno durante tali manifestazioni; per non parlare della musica ad alto volume che, durante i concerti all’aperto, entra negli appartamenti fino a tarda sera e anche durante le prove.
    Oserei dire che una corretta gestione della cultura dovrebbe essere messa sotto stretto controllo di regole fatte rigidamente osservare, anche dal punto di vista della reale rispondenza degli eventi alla normale definizione di cultura e non di altro, onde evitare che una cosa bella si trasformi in un tormento per i residenti e per l’appestamento dell’aria da parcheggio fuori norma che, purtroppo, avrà riscontro negativo sulla salute dei residenti che, fino a un decennio fa, vantavano numerosi novantenni mentre ora sembrerebbe che tale qualità della vita vada scemando.
    In questo contesto mi sentirei di proporre un’idea: perché non trasformare il Villaggio Olimpico in quartiere auto free, come in altre capitali europee?
    Naturalmente ciò comporta lo stanziamento di fondi per la riqualificazione dei trasporti pubblici, fondi che potrebbero essere presi dall’abolizione dei progetti dei parcheggi, interrati o meno: tanto non li usa quasi nessuno.
    Proposta: Villaggio Olimpico – e qualsiasi altro quartiere che lo chiederà da parte dei residenti – zona pedonale.

  3. Pino ha detto:

    Parcheggi interrati: non mi sembra una buona idea per un quartiere come il Villaggio Olimpico a rischio di allagamento ogni qualvolta ci sia una piena del Tevere.
    Qualcuno ricorda i tombini di Piazza Grecia dai quali mi dicono, anni fa, in occasione di una piena a Ponte Milvio fuorisciva acqua?
    Certo una bella trovata: un parcheggio interrato e allagato dal quale tirare fuori le automobili dal fango!
    Rimane il fatto che i parcheggi esistenti adiacenti all’Auditorium, salvo errori, risultano quasi inusati: perché farne altri?

  4. Pino ha detto:

    Caserme di Via Guido Reni: la mia proposta è di usare i locali per una scuola di musica libera a chiunque voglia avere accesso all’istruzione, anche musicale: non tutti i frequentatori della scuola dell’obbligo che imparano a leggere e scrivere diverranno per mestiere scrittore; così, anche chi non necessariamente diverrà un musicista professionista, a mio parere, avrebbe diritto di avere una scuola di musica o pubblica o a prezzi accessibili ove imparare i vari generi: jazz, rock, pop, classico.
    D’altronde è singolare che, in un quartiere che vede opere come l’Auditorium e il MAXXI, non vi sia neanche una scuola o locali per fare laboratori musicali o apprendere a suonare musica, a parte gli allievi dell’Accademia di Santa Cecilia.
    Cultura a tutti, senza concorso e per tutte le età… e tasche.
    Un altro uso che vedrei di buon occhio per tali locali sarebbe quello di un Servizio Veterinario Nazionale con pronto soccorso e ambulatorio veterinario per il soccorso di animali randagi o di proprietari non abbienti che, purtroppo, ormai, sono in aumento.

  5. Pino ha detto:

    Auto decisione dei residenti di ogni quartiere all’eventualità di trasformazione del proprio quartiere in quartiere auto free.
    Non a transito limitato a pagamento: perché non mi sembra ammissibile pagare per inquinare.
    Villaggio Olimpico auto free.
    Ricordate che i primi anni era recintato e poi furono tolte le recinzioni?
    Ricordate quanti condomini erano recintati con siepi asportate nel tempo?
    Perché non rimettere le siepi ove asportate?

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